Golia360, società informatica specializzata in soluzioni per la localizzazione dei veicoli, la gestione delle flotte, la mobilità di merci e persone e la formazione professionale, ha deciso di rivolgere l'attenzione a chi la localizzazione la vive ogni giorno: gli autisti. Lo strumento è oggi molto diffuso nelle flotte aziendali e le imprese lo considerano uno strumento per migliorare efficienza, sicurezza e qualità del servizio, mentre molti conducenti lo associano a un controllo costante sul proprio lavoro. "Nel trasporto la localizzazione è spesso vissuta come uno strumento imposto dall'alto", osserva Claudio Carrano, fondatore e amministratore delegato di Golia360. Quando viene presentata come un modo per sapere dove si trova un veicolo o verificare cosa sta facendo un autista, aggiunge, si genera sfiducia. Il punto, per lui, è un altro: "la differenza tra tutela e controllo non sta nello strumento, è nelle finalità per cui viene utilizzato e nel modo in cui viene comunicato".
I fraintendimenti nascono, spiega Carrano, dal presupposto che l'impresa persegua scopi in contrasto con la riservatezza e la libertà dell'autista o con lo Statuto dei Lavoratori. È un pregiudizio che dà per acquisito che la finalità sia il controllo della persona e chiede all'azienda di dimostrare il contrario, mentre la realtà operativa del trasporto racconta altro. Il confronto si sposta così sul terreno del sospetto, anziché su quello delle finalità concrete e verificabili. Alessio Lombardo, conosciuto tra gli autotrasportatori come Ale Lo Statale, guida camion da circa otto anni e sul suo canale YouTube racconta il mestiere a colleghi e aspiranti autisti. Per lui tutto dipende da come lo strumento viene usato: nella sua azienda nessuno chiama per chiedere dove si trovi l'autista, e se la localizzazione è impiegata in modo distorto la responsabilità è di chi la utilizza. "Sapere che qualcuno sa sempre dove sono è una sicurezza in più", afferma.
Per Carrano la localizzazione nasce per gestire processi complessi, e in un settore come l'autotrasporto una visione d'insieme permette di intervenire rapidamente quando serve. Può servire a migliorare i percorsi, pianificare le attività e migliorare il servizio al cliente. Usata correttamente, "non riduce l'autonomia dell'autista, ma la rafforza". Nel trasporto di oggi, ricorda Golia360, è la committenza a richiedere il tracciamento delle merci affidate: un'azienda che non è in grado di dire dove si trova una spedizione non accede a certi mercati. I rischi dell'attività su strada richiedono inoltre tutele per il conducente, che figura tra i soggetti protetti dal tracciamento. Lombardo lavora in un tipo di trasporto in cui i mezzi sono controllati 24 ore su 24 e nella localizzazione vede qualcosa che "cambia proprio il modo di viaggiare". Carrano sottolinea che chi guida un veicolo industriale trascorre gran parte della giornata da solo, tra imprevisti e decisioni da prendere in fretta: in questo contesto lo strumento può offrire supporto, a condizione che vi sia trasparenza.
Qualunque azienda di trasporto ha ormai un sistema di localizzazione dei mezzi, osserva Lombardo, e l'autista dovrebbe considerarlo uno strumento di sicurezza per sé stesso. Spiegare sempre perché viene usato ne favorirebbe l'accettazione anche tra chi non conosce nel dettaglio la normativa: "La comunicazione interna è fondamentale". Poi indica il confine con un esempio: "Se faccio una deviazione, so io perché l'ho fatta. Magari ho allungato la strada per evitare una chiusura dell'autostrada, ma non mi deve essere contestata. È una questione di fiducia".
Il tema è disciplinato da regole sempre più precise, dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati (Gdpr) ai provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali, pensate per bilanciare esigenze organizzative e tutela dei lavoratori. Le norme chiedono alle aziende chiarezza sugli scopi della localizzazione, dati raccolti e modalità di utilizzo, sottolinea Carrano, e un regolamento interno efficace serve, oltre che a rispettare la Legge, a costruire fiducia. Alle finalità e ai dati si aggiungono, tra le informazioni da dichiarare apertamente a chi guida, i tempi di conservazione e i soggetti abilitati all'accesso. Quando le regole sono trasparenti e condivise, aggiunge Carrano, la tecnologia "smette di essere percepita come invasiva" e diventa uno strumento di collaborazione.
Carrano richiama anche il confronto con le altre modalità: treni, aerei e navi sono tracciati con continuità, con vantaggi evidenti per la sicurezza dell'esercizio, la puntualità e l'informazione al cliente. Il dibattito sulla localizzazione, osserva, cambia prospettiva in una fase in cui l'autotrasporto fatica ad attrarre nuovi conducenti. Golia360 dice di lavorare per "costruire una nuova cultura della localizzazione", intesa come strumento capace di offrire una visione d'insieme che rende il trasporto "più efficiente, più sicuro e più umano". Lombardo allarga il discorso agli altri strumenti di bordo: "Conoscere il mezzo, conoscere bene il tachigrafo e tutte le funzioni su ore di guida e riposo ti aiuta a lavorare meglio e a tutelarti".


































































