Tre anni fa, raccontando la trasformazione dello stabilimento di Pedrignano, l'allora direttore Alessandro Spadini segnalò tra i passaggi ancora da rendere automatici la gestione delle materie prime e il carico dei veicoli industriali. Per questi ultimi, il progetto si è compiuto il 25 settembre, quando Barilla ed E80 Group hanno annunciato l'introduzione, nel sito alle porte di Parma, di un sistema di carico automatico dei camion basato su veicoli a guida laser (Lgv). L'automazione arriva così fino all'ultima fase del flusso intralogistico, quella in cui il prodotto finito lascia il magazzino e sale sul semirimorchio.
Il nuovo sistema copre il tratto che va dal magazzino dei prodotti finiti all'area di spedizione e da qui al vano di carico, combinando gli Lgv con soluzioni di movimentazione a gravità e con dispositivi di bloccaggio e stabilizzazione dei camion sviluppati insieme a Rite-Hite, costruttore statunitense di attrezzature per le baie di carico con sede a Milwaukee. L'intervento ha comportato anche una revisione della configurazione delle baie, per rendere più sicura l'area di carico. Lo stesso Spadini, oggi Plan to Fulfill End-to-End Process Redesign Leader del gruppo alimentare, spiega che il primo motivo di questa evoluzione è completare l'integrazione di un processo già in larga parte automatizzato, dal prodotto finito alla spedizione e il secondo riguarda la sicurezza, perché col nuovo sistema le operazioni di carico diventano più controllate e affidabili. C’è anche una terza ragione, nata da un'analisi della catena di approvvigionamento che ha confermato il valore delle soluzioni capaci di aumentare la resilienza dei processi.
Per E80 Group, multinazionale con sede a Viano (Reggio Emilia), Pedrignano rappresenta il trasferimento in Europa di una tecnologia già consolidata negli Stati Uniti, dove il gruppo progetta e installa da oltre dieci anni sistemi di carico e scarico automatico dei camion con Lgv per i produttori di beni di largo consumo. L'azienda punta su un approccio modulare, che le consente di lavorare sulle infrastrutture esistenti senza interrompere l'attività dell’impianto. Il presidente e fondatore della società, Enrico Grassi, definisce il carico automatico "l'ultimo miglio verso un'integrazione totale" del sito, pensata per valorizzare gli impianti già presenti mantenendo scalabilità e continuità operativa.
Il nuovo sistema s'innesta su un percorso di digitalizzazione che Barilla porta avanti da tredici anni, con E80 Group come fornitore tecnologico all'interno di un rapporto che, secondo Spadini, dura da oltre tre decenni. Nell'ottobre del 2013 il gruppo inaugurò a Pedrignano quello che Elettric 80, nome con cui allora operava il fornitore emiliano, presentò come il più grande magazzino automatico servito da Lgv del settore alimentare: 40mila metri quadrati, 80mila posti pallet e 54 veicoli, con 120 veicoli industriali caricati al giorno e circa un quarto dei volumi mondiali di Barilla in transito. Dieci anni più tardi la superficie coperta dell'impianto raggiunse 165mila metri quadrati, i veicoli a guida laser erano saliti a 107, affiancati da 35 sistemi robotizzati tra pallettizzatori, etichettatrici e fasciatori, da magazzini ad alta densità con sei trasloelevatori che lavorano fino a 35 metri d'altezza e da un magazzino drive-in gestito dagli Lgv con altri 50mila posti pallet. Oggi la flotta supera i cento veicoli e l'intero ecosistema è coordinato dalla piattaforma software proprietaria SM.I.LE80, che governa i flussi dall'ingresso delle materie prime alla spedizione. L'aumento della capacità di stoccaggio interna ha già permesso a Barilla di eliminare oltre 3mila viaggi di camion all'anno verso i magazzini esterni utilizzati in precedenza.






































































