Con la votazione finale del 2 ottobre 2026, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati delle Confederazione Elvetica hanno approvato la revisione parziale della Legge sul traffico pesante (Schwerverkehrsabgabegesetz o Svag), che mantiene l’esenzione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni, nota con l'acronimo tedesco Lsva, ai veicoli industriali elettrici e a idrogeno sino al 31 dicembre 2030. La tassa si applica ai veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate che viaggiano sulla rete stradale svizzera in funzione dei chilometri percorsi, dal peso totale ammesso e dalla classe di emissione. Quindi, dal 2031 anche i veicoli elettrici saranno soggetti all'obbligo, con sconti non inferiori al 70% per il 2031 e al 50% per il 2032, mentre resteranno esclusi i veicoli commerciali a zero emissioni il cui peso totale, per la presenza della batteria, non supera 4,25 tonnellate. Bisogna precisare che in Svizzera una Legge non entra in vigore con il voto finale, perché vige il termine di cento giorni per il referendum facoltativo, per il quale servono 50mila firme.
Il Consiglio Federale, nel messaggio del 28 maggio 2025, propose di assoggettare all’imposizione i veicoli elettrici dal 2029, con sconti temporanei fino al 2035 e la formula facoltativa per la loro concessione. Il Consiglio Nazionaleapprovò la revisione il 9 marzo 2026 con 131 voti a 60, contrari Partito Socialista e Verdi, spostando l'avvio al 2031 e rendendo obbligatori gli sconti. Il Consiglio degli Stati l'ha approvata il 3 giugno con 35 voti a 8, allineandosi sulla data e sulle soglie del 70% e del 50%.
Per i veicoli diesel il nuovo sistema conserva tre categorie tariffarie legate alle norme Euro, che saranno determinate dal Consiglio Federale e ogni cambio di categoria classe Euro dovrà essere annunciato sette anni prima della sua applicazione. Il Parlamento ha escluso incentivi per i carburanti alternativi attraverso riduzioni della Lsva, a causa della difficoltà di controllare quale carburante sia presente nel serbatoio (perché i veicoli industriali delle ultime generazioni possono viaggiare sia con gasolio fossile, sia con quelli bio). Resta invariato il meccanismo di adeguamento al rincaro: il Consiglio Federale potrà aumentare le tariffe a intervalli regolari, ma non è prevista l'indicizzazione automatica e ogni aumento richiede una decisione specifica. Inoltre, il 3 giugno il Consiglio degli Stati considerò respinta, dopo il ritiro della proposta di accoglimento da parte della minoranza della commissione competente, una mozione per aumentare la Lsva fino al limite previsto dall'accordo sui trasporti terrestri con l'UE.
La Lsva è riscossa dal 2001. Nel 2024 ha fruttato circa 1,8 miliardi di franchi (circa 1,9 miliardi di euro), due terzi dei quali vanno alla Confederazione, in prevalenza al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria, e un terzo ai cantoni. Il Consiglio Federale motiva la revisione con due ragioni: la prima è il calo degli introiti, dovuto alla diffusione di veicoli meno inquinanti (il 90% apparterrebbe alla categoria tariffario più favorevole) e all'esenzione di quelli elettrici, la seconda è il trasferimento delle merci alla ferrovia, previsto dalla Costituzione. I veicoli industriali elettrici hanno raggiunto in Svizzera nel 2025 una quota di mercato di quasi il 21% e il 26% delle nuove immatricolazioni nel primo semestre 2026 per quelli con massa complessiva superiore a 16 tonnellate, secondo i dati dell’Acea. Un veicolo elettrico costa in Svizzera da 300mila a 400mila franchi (circa da 325mila a 430mila euro), due volte e mezzo un diesel e per l’associazione dell’autotrasporto Astag, senza l'esenzione della Lsva gli investimenti in veicoli elettrici e in ricarica non sarebbero convenienti.
P.R.




































































