La revisione comunicata da Dsv a febbraio 2026 anticipa a fine 2026 il completamento dell’integrazione di Db Schenker, 20 mesi dopo la chiusura dell’acquisizione. Le sinergie annue restano a 9 miliardi di corone danesi, ma con impatto pieno previsto nel 2027.
A novembre 2025 il gruppo danese annunciò la completa integrazione in Italia, mentre negli altri Paesi, prima tra tutte la Germania, prevede di completarla entro la fine del 2026.
Dsv ha diffuso i risultati 2025 e le previsioni del 2026. L’obiettivo è raggiungere un Ebit tra 23 e 25,5 miliardi di corone e ridurre l’indebitamento.
All’inizio del 2026 l’integrazione di Db Schenker in Dsv cambia marcia e accelera. All’inizio di febbraio, gruppo danese ha comunicato che il processo sarà completato entro la fine del 2026, quindi in venti mesi dalla chiusura dell’acquisizione, anticipando di circa due anni la tabella di marcia iniziale che indicava il 2028 come orizzonte di completamento. La revisione non riguarda solo le scadenze: sposta in avanti la piena ricaduta economica delle sinergie, che Dsv continua a stimare in 9 miliardi di corone danesi l’anno (circa 1,2 miliardi di euro) ma con un impatto pieno atteso nel 2027 anziché nel 2028. Questa anticipazione in concreto significa un effetto più rapido su rete, capacità e modalità di gestione dei clienti.
Nel perimetro dell’operazione, Dsv costruisce un’entità che supera i 40 miliardi di euro di ricavi e opera in oltre 90 Paesi, con una rete di circa 1.850 sedi. A febbraio 2026 la forza lavoro globale è indicata in 151.751 persone, dopo che nella fase immediatamente successiva alla chiusura il gruppo comunicò o una dimensione superiore a 160mila addetti. L’integrazione è guidata direttamente dal Ceo Jens H. Lund e da un vertice riorganizzato con figure provenienti sia da Dsv, sia da Schenker, in una logica di continuità e selezione delle competenze. Tra le nomine, emergono quelle di Vishal Sharma come Group Chief Commercial Officer, Helmut Schweighofer alla guida della divisione Road e Saskia Blochberger come responsabile della sostenibilità. La scelta di mantenere le tre divisioni operative storiche di Dsv - Air & Sea, Road e Contract Logistics - consente una convergenza per “blocchi” funzionali, assorbendo nelle attività esistenti competenze specialistiche di Schenker come logistica di progetto, servizi espressi e logistica per fiere ed eventi, molto importanti in Germania.
Il fulcro dell’operazione è proprio la Germania, sia per la dimensione storica di Schenker sia per le implicazioni industriali e sindacali. Dsv ha annunciato investimenti per un miliardo di euro in tre-cinque anni per sviluppare sedi, infrastrutture e soluzioni di trasporto e ha impostato un percorso d’integrazione che nella seconda metà del 2025 ha dovuto passare dall’accordo con i consigli di fabbrica, definito un passaggio decisivo per poter allineare processi e strutture.
Sul territorio tedesco a gennaio 2026 sono partite le fusioni legali delle prime società e a febbraio l’integrazione ha coinvolto ulteriori unità operative. Sul fronte dell’occupazione, le stime comunicate nel tempo oscillano tra riduzioni mirate in Germania, indicati in 1.600-1.900 posizioni su 15mila addetti Schenker nel Paese, e un taglio complessivo del 6-8% della forza lavoro globale, pari a circa 13mila posizioni, con un’attenzione alla riduzione di profili impiegatizi e alla produttività. Dsv ha anche dichiarato impegni sociali per due anni dopo la chiusura e il mantenimento generale di accordi e condizioni individuali in quel periodo.
L’approccio Paese per Paese è uno degli elementi che spiegano l’accelerazione annunciata a febbraio 2026. In Italia, Dsv ha completato l’unificazione di strutture e sistemi entro novembre 2025, definendo anche il nuovo organigramma nazionale, mentre a fine 2025 l’integrazione strutturale complessiva aveva raggiunto il 30%, circa il doppio dell’obiettivo originario del 15%. La stessa logica di esecuzione per aree e mercati emerge anche fuori dall’Europa: nelle Filippine l’integrazione risulta completata nel dicembre 2025 con fusione formale annunciata a livello locale. Sul piano complessivo, nei dati di metà 2025 veniva indicato che oltre 40 Paesi erano già integrati o in fase di integrazione, con l’obiettivo di ridurre le discontinuità operative e proteggere la continuità del servizio. Per i committenti, ciò significa una transizione che mira a stabilizzare in anticipo piattaforme operative e modelli di relazione, evitando i tipici problemi post fusione, dall’allineamento delle anagrafiche al ciclo di fatturazione.
Il capitolo delle sinergie resta il perno economico dell’operazione. Nel 2025 Dsv indica sinergie realizzate per 800 milioni di corone danesi (circa 107 milioni di euro), superiori alla forchetta iniziale di 500-600 milioni (67-81 milioni di euro), e per il 2026 stima almeno 4 miliardi di corone danesi (538 milioni di euro), in un percorso che porta al livello annuo di 9 miliardi nel 2027 (1,21 miliardi di euro). Tutto ciò combina razionalizzazione delle reti di trasporto, ottimizzazione di strutture logistiche in Road e Contract Logistics, centralizzazione di funzioni di supporto e unificazione del servizio clienti con team singoli.
Il guadagno non dipende soltanto da sovrapposizioni di sedi o funzioni, ma dalla capacità di far convergere standard, sistemi e pianificazione della capacità tra modalità diverse, soprattutto dove Schenker aveva un’impronta forte e processi più “locali”. Gli analisti ritengono che la sfida più delicata sia nell’integrazione tecnologica: Schenker avrebbe sofferto di vincoli d’investimento sotto Deutsche Bahn, con sistemi interni meno flessibili, mentre Dsv porta esperienza d’integrazione su larga scala e un’impostazione più omogenea, con l’uso d’intelligenza artificiale in processi come dogane e prenotazioni. La convergenza digitale è la condizione per abilitare visibilità dei flussi, documenti unificati e decisioni più rapide lungo la catena, oltre a integrare strumenti sviluppati in Schenker, dalla previsione volumi alla gestione automatizzata delle assegnazioni e alla computer vision in magazzino.
Il rovescio della medaglia è nei costi una tantum e nei rischi di esecuzione. Il programma d’integrazione è stimato in 11 miliardi di corone danesi (circa 1,5 miliardi di euro) con una quota importante nel 2026, contabilizzata come voci straordinarie insieme ai costi di transazione e ristrutturazione. Per il 2025 le spese d’integrazione sono stimate dagli analisti tra 2 e 2,5 miliardi di corone danesi (268-336 milioni di euro).
Ciò avviene però in un contesto di mercato complesso, con pressione sui noli aerei e marittimi, rallentamento industriale in segmenti come automotive e incertezze geopolitiche, fattori che amplificano l’attenzione della dirigenza su disciplina operativa e protezione dei margini. La stessa concorrenza ha cercato di usare l’acquisizione di Schenker come un’occasione commerciale: alcuni concorrenti hanno dichiarato apertamente di aspettarsi ricavi in arrivo da clienti che cercano diversificazione dei fornitori logistici, anche se le prime evidenze disponibili indicano che l’attrito clienti di Schenker è stato limitato e che la maggior parte dei clienti sarebbe rimasta durante il passaggio.
In questo quadro si collocano i risultati 2025 di Dsv e le indicazioni per il 2026, che diventano la seconda chiave di lettura dell’aggiornamento di febbraio. Nei risultati annuali pubblicati il 4 febbraio 2026, Dsv riporta per il quarto trimestre 2025 un margine lordo di 19,119 miliardi di corone danesi (2,57 miliardi di euro) e un Ebit prima delle voci straordinarie di 5,592 miliardi di corone danesi (751 milioni di euro), comunicando anche che i dipendenti globali ammontano a 151.751 unità.
La dirigenza lega la solidità dei conti alla capacità di generare cassa e di finanziare contemporaneamente integrazione e riduzione del debito. Nel terzo trimestre 2025, Dsv generò un flusso di cassa libero di 4.276 milioni di corone danesi (574 milioni di euro) e un tasso di conversione cassa del 96%, con una riduzione del debito netto di oltre 4 miliardi di corone danesi (537 milioni di euro), arrivando a 89 miliardi di corone danesi (11,95 miliardi di euro).
Le previsioni per il 2026 annunciate a febbraio incorporano l’accelerazione dell’integrazione. Dsv indica un Ebit prima delle voci straordinarie tra 23 e 25,5 miliardi di corone danesi (3-3,4 miliardi di euro), con voci straordinarie intorno a 6,5 miliardi di corone danesi (873 milioni di euro) e un’aliquota fiscale indicata al 28%, anche per effetto dell’anticipo di attività e costi legati alla fusione. Le sinergie attese per il 2026 sono la componente che sostiene l’aspettativa di tenuta del risultato operativo in un anno in cui il mercato può restare sfidante.
Per gli operatori della logistica e della gestione magazzini, le implicazioni concrete nel breve periodo si articolano in tre punti: la gestione della continuità di servizio durante l’unificazione dei sistemi, il riposizionamento della capacità nei mercati dove Dsv e Schenker hanno sovrapposizioni e la velocità con cui saranno resi omogenei processi e livelli di servizio tra modalità diverse. La società danese sostiene di avere mantenuto punteggi elevati di soddisfazione clienti anche durante una riduzione mirata di oltre 5.000 unità equivalenti a tempo pieno in ruoli impiegatizi, segnalando che l’efficienza si sta cercando soprattutto in funzioni di supporto e coordinamento, più che in capacità operativa sul campo. In parallelo, la spinta su tecnologia e automazione, dall’instradamento alla pianificazione, fino alla gestione dei magazzini, è presentata come leva per aumentare produttività e visibilità lungo le catene di fornitura, elemento particolarmente rilevante per clienti industriali e per flussi ad alta complessità, come i progetti speciali e l’automotive.
Michele Latorre






































































