Il trasporto ferroviario delle merci chiede incentivi stabili per affrontare il calo dei volumi e l'aumento dei costi, mentre i lavori sulla rete continuano a limitarne la capacità. La richiesta è arrivata il 5 novembre 2026 dalla XVIII edizione del Forum MercinTreno, organizzata a Villa Lubin, sede del Cnel. Le imprese chiedono che la ferrovia merci sia riconosciuta come leva di politica industriale, con un sostegno stabile fino al completamento della rete potenziata e una politica europea comune. Il forum ha riunito oltre 40 relatori tra rappresentanti del Governo, del Parlamento nazionale ed europeo, delle Autorità di regolazione e sicurezza, della logistica ferroviaria e intermodale, delle associazioni di settore e del mondo accademico.
I lavori si sono articolati in tre sessioni, dedicate a geopolitica, post Pnrr, sostenibilità e innovazione, con al centro le misure attese nella Legge di Bilancio. Nei due panel della mattina, "Le Mercintreno e la Geopolitica" e "Le Mercintreno e il Post Pnrr", sono emersi la capacità ridotta del 40% sulla rete tedesca, i circa 400 milioni di fatturato persi dalle imprese nell'ultimo triennio e la proroga delle misure in scadenza, mentre dal mondo portuale è arrivata la conferma che per gli investitori il collegamento ferroviario è ormai imprescindibile.
Nel confronto sulla fase successiva al Pnrr, gli operatori hanno chiesto incentivi continuativi, investimenti nei terminal e una pianificazione nazionale della logistica, ritenute leve decisive per il trasferimento modale. Dal tavolo è emersa la necessità di passare da una politica incentrata sulle infrastrutture a una vera politica industriale del trasporto ferroviario merci. Ciò significa trasformare la nuova capacità della rete in capacità commerciale, con tracce disponibili e affidabili, programmare i cantieri in modo condiviso, proteggere il mercato durante la trasformazione della rete e rafforzare terminal e ultimo miglio.
Parte della partita si gioca a Bruxelles. Il vice-presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo Matteo Ricci ha messo in evidenza che dal negoziato sul bilancio dell'UE 2028-2034 e dalla revisione del sistema Ets dipendono le risorse e le condizioni per sostenere il trasporto delle merci su ferrovia, auspicando un maggiore impegno europeo e nazionale. L'eurodeputato Carlo Fidanza ha invitato il settore a prepararsi con progetti di qualità per il futuro Fondo Europeo per la Competitività, che finanzierà soprattutto investimenti in innovazione e la cui dotazione dipenderà dal negoziato sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione Europea, mentre Flavio Tosi ha rilanciato la proposta sulla Direttiva sul trasporto combinato, chiedendo un forte contributo degli operatori.
Nella sessione pomeridiana, dedicata a digitalizzazione, innovazione tecnologica e contributo della ferrovia alla decarbonizzazione della logistica, il vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera Agostino Santillo ha segnalato la distanza dagli obiettivi europei di trasferimento modale e la necessità di risorse certe dopo il Pnrr per il rinnovo del materiale rotabile, l'elettrificazione e la transizione ecologica delle piccole e medie imprese. Il direttore generale per i porti, la logistica e l'intermodalità del ministero dei Trasporti Donato Liguori ha puntato su un sistema logistico integrato e sull'accelerazione delle misure già previste, a partire dal Decreto sulle manovre ferroviarie nei porti.



























































