Il primo bilancio del dazio europeo sui piccoli pacchi arriva dall'Agenzia delle Dogane: nel bimestre luglio-agosto 2026, ossia i primi due mesi di applicazione del prelievo transitorio di tre euro, le importazioni italiane di spedizioni extra-comunitarie con valore intrinseco fino a 150 euro sono crollate di circa il 39% rispetto a maggio-giugno, mentre nello stesso periodo l’imposta ha generato un gettito di circa 83 milioni di euro. Ha fornito questi numeri il direttore generale Roberto Alesse in un'intervista al Sole 24 Ore. L'importo medio pagato su ogni spedizione è di 8,66 euro, quasi il triplo della tariffa nominale. La differenza nasce dal fatto che il prelievo si moltiplica per le diverse voci doganali presenti nel pacco. Il valore medio della merce dichiarata resta intorno ai 29 euro, senza variazioni di rilievo dopo il primo luglio, quindi il dazio pesa in media per quasi un terzo del valore dei beni spediti.
La flessione dei volumi era però cominciata prima dell'entrata in vigore del dazio. Tra gennaio e agosto 2026 le importazioni di pacchi di modico valore risultano in calo di circa il 32% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la contrazione estiva del 39% è misurata sui due mesi immediatamente precedenti. Alesse accosta il risultato italiano a quello rilevato oltralpe, dove le Autorità hanno stimato nelle prime settimane una riduzione delle importazioni dalla Cina tra il 30% e il 40%. Nei controlli, l'Agenzia non vede il rischio maggiore nella corretta rappresentazione delle merci. Il caso tipico è l'accorpamento sotto un'unica voce tariffaria di articoli che andrebbero classificati in modo diverso, con l'effetto di ridurre il dazio dovuto. Per intercettarlo l'Adm affianca ai sistemi di analisi del rischio nuovi algoritmi dedicati alla ricerca di anomalie e ricorrenze, oltre a strumenti d'intelligenza artificiale come Autentica, sviluppato con Sogei contro la contraffazione. Spostare lo sdoganamento in un altro Stato membro non serve ad aggirare il prelievo, che è identico in tutta l'Unione. Le nuove regole toccano anche i resi: la dichiarazione d'importazione non può più essere invalidata, e le piattaforme perdono così la possibilità di ottenere il rimborso dei dazi versati. Sugli effetti di questa stretta l'Agenzia ammette di non avere ancora dati.
Sono proprio i numeri delle Dogane a sostenere la presa di posizione diffusa il 18 settembre da Confetra. La confederazione del trasporto ha accolto con favore il rinvio al 1° dicembre del contributo nazionale di 2 euro per spedizione, deciso dal Governo due giorni prima. Secondo Confetra, la contrazione del 39% conferma le analisi condotte negli ultimi mesi sui flussi e dimostra che le misure unionali stanno già producendo effetti.
Rispetto alle prese di posizione precedenti, Confetra lega ora il rinvio a un cambiamento del modello distributivo che considera già in atto: "Il modello basato sulla moltiplicazione delle micro-spedizioni dirette al consumatore finale sta progressivamente evolvendo verso sistemi più organizzati ed efficienti, fondati sul consolidamento delle partite merceologiche, sull'apertura di magazzini e hub logistici in Europa e su una gestione sempre più integrata delle catene distributive", ha spiegato il presidente De Ruvo, aggiungendo che il rinvio dell’imposta italiana evita di aggiungere incertezza "in una fase già caratterizzata da importanti cambiamenti del mercato".
La richiesta di Confetra resta la stessa: "In vista dell'entrata in vigore della handling fee europea, è necessario superare definitivamente la misura nazionale, evitando sovrapposizioni regolatorie penalizzanti per gli operatori italiani con conseguente deviazione dei traffici verso altri hub europei". La riforma del Codice Doganale dell'Unione, approvata dal Consiglio il 3 settembre e attesa ora al voto del Parlamento Europeo, impone agli Stati membri di applicare la tassa di gestione europea entro il 1° novembre 2026. L'importo sarà fissato dalla Commissione Europea. Con il calendario deciso dal Governo, il contributo italiano scatterebbe quindi un mese dopo quel termine, mentre il dazio transitorio di 3 euro resterà in vigore fino al 1° luglio 2028.
Antonio Illariuzzi




































































