Il Consiglio dei ministri tedesco ha deciso mercoledì 7 ottobre 2026 di vietare a Cosco Shipping Holdings l'acquisizione dell'80% di Konrad Zippel Spediteur. Lo spedizioniere di Amburgo è specializzato nel trasporto di container tra i porti marittimi e l'entroterra. Il ministero federale dell'Economia ha condotto la verifica sugli investimenti esteri e ha motivato il divieto con il rischio che l'operazione potesse aumentare le dipendenze strategiche e compromettere la resilienza delle catene di approvvigionamento tedesche ed europee.
Il veto arriva otto mesi dopo l'autorizzazione dell’Autorità antitrust Bundeskartellamt, che il 20 febbraio approvò la stessa acquisizione, precisando che aveva valutato soltanto gli effetti sul mercato, mentre quelli sulla sicurezza spettavano al ministero dell'Economia, nel quadro della Legge e del regolamento sul commercio estero. Il presidente dell'autorità, Andreas Mundt, spiegò che Cosco trasporta i container via mare mentre Zippel ne organizza l'inoltro verso l'interno, le due società operano dunque su livelli diversi della catena e non sono in concorrenza diretta. L'istruttoria non rilevò rischi concreti di esclusione, né per le altre compagnie che si servono di spedizionieri né per gli spedizionieri che lavorano per le compagnie marittime.
Zippel, fondata nel 1876, ha circa 350 dipendenti e organizza soprattutto il trasporto dei container sbarcati ad Amburgo e Bremerhaven verso l'entroterra, utilizzando ferrovia, camion e navigazione interna. Ogni anno movimenta oltre 3.000 treni e 175mila teu. A giugno l'amministratore Axel Plaß dichiarò una quota di mercato intorno all'1,5% per contestare la rilevanza strategica dell'azienda. Però le preoccupazioni del Governo riguardavano soprattutto i collegamenti con la Germania orientale. Infatti Zippel movimenta una quota importante dei container nei terminal interni di Berlino, Schkopau ed Elsterwerda. Secondo i ministeri contrari all'acquisizione, il controllo di queste attività avrebbe potuto offrire alla Cina uno strumento di pressione in caso di crisi politica. Si espressero per il divieto i ministeri dell'Economia, degli Esteri, della Difesa, dell'Interno e delle Finanze. La Difesa aveva richiamato anche il ruolo della logistica a sostegno della Bundeswehr e l'importanza per la Nato dei collegamenti verso il confine orientale tedesco.
L'acquisizione venne notificata all'Autorità della concorrenza il 22 dicembre 2025. Cosco sarebbe entrata in Zippel attraverso la controllata olandese Goldlead Supply Chain Development (Europe), Plaß, che detiene il 70% del capitale, avrebbe conservato il 20% e la guida operativa, mentre il socio Kröger avrebbe ceduto il proprio 30%. Le prime obiezioni apparvero a fine aprile col parere scritto del Bundesamt für Verfassungsschutz, il servizio di sicurezza interna, preoccupato per i progetti di acquisizione complessivi del gruppo cinese in Germania e nell'Unione Europea. Nelle risposte al Bundestag, il Governo precisò che in primavera Zippel non era registrata come operatore di infrastruttura critica ai sensi della Legge sulla sicurezza informatica.
Per Cosco, Zippel sarebbe stato il secondo investimento importante ad Amburgo. Dal 2023 il gruppo controlla, tramite Cosco Shipping Ports, il 24,99% della società che gestisce il Container Terminal Tollerort di Hhla. La richiesta iniziale era del 35%, ma nel 2022 il Governo autorizzò soltanto una quota inferiore al 25%. L'acquisizione di Zippel avrebbe dato a Cosco anche il controllo di un operatore del trasporto terrestre dei container. Plaß ha preso atto del divieto, pur continuando a ritenere corretta la cessione a Cosco, e ha assicurato che l'attività prosegue senza cambiamenti per clienti e dipendenti.
Antonio Illariuzzi





































































