Un autotrasportatore di 61 anni, Carlo Spiga, residente a Monastir, è morto la mattina del 15 ottobre 2026 nel Porto Canale di Cagliari, schiacciato da un carico di tubi metallici nell'area gestita dal Gruppo Grendi. L'uomo lavorava per una ditta di autotrasporto esterna e non era dipendente del terminalista. Una prima ricostruzione colloca l'incidente durante il carico dei tubi sul semirimorchio del camion della vittima, probabilmente a causa del cedimento delle cinghie che fissavano il carico, che era destinato ad Arbatax. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Cagliari e del Comando provinciale, affiancati dai tecnici dello Spresal dell'Asl e dal medico legale Roberto Demontis. Le verifiche riguardano la dinamica della caduta e il rispetto delle procedure di sicurezza previste per la movimentazione delle merci in ambito portuale.
Dopo l'incidente lo scalo industriale è stato chiuso e il lavoro si è fermato in tutte le banchine. In una nota diffusa in mattinata, il Gruppo Grendi comunica che l'intera struttura tecnica si è messa a disposizione degli uffici incaricati di ricostruire la dinamica e che gli amministratori delegati Costanza e Antonio Musso stanno raggiungendo Cagliari. La Uil Sardegna, con la segretaria generale Fulvia Murru, ha chiesto di accertare le responsabilità e di rafforzare i controlli. Nell'area Grendi del Porto Canale si verificò già un incidente mortale il 26 gennaio 2024, quando il portuale cinquantenne Raffaele Massa, dipendente del gruppo, morì durante lo sbarco del carico rotabile dalla nave ro-ro Estraden. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti proclamarono nello scalo uno sciopero di 72 ore.




































































