Il fermo degli autotrasportatori nel Sud sta rientrando con le decisioni, prese in modo autonomo, di Fedralog e Aias che nella serata del 21 ottobre 2026 hanno annunciato la sospensione della protesta, dopo l’analoga decisione del Comitato Trasportatori Siciliano. Fedralog ha annunciato la sospensione in Calabria “per dare fiducia al Governo e al ministero”, confidando che “nell’incontro del 27 con il ministro Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese. In mancanza di risposte adeguate, organizzeremo un corteo verso Roma con tutti i mezzi”. La sigla premette che “siamo lavoratori, imprenditori e famiglie che da sempre dimostrano un profondo rispetto per le regole e per il Paese. Proprio per questo grandissimo senso di responsabilità che ci contraddistingue - e per evitare che il blocco dei servizi generi criticità e tensioni tali da compromettere la sicurezza e la stabilità nazionale - intendiamo dare un’ulteriore possibilità al dialogo, riponendo una doverosa fiducia nelle Istituzioni”. Quindi, afferma la nota, “riapriamo momentaneamente i servizi per non gravare ulteriormente sulle filiere agroalimentari e industriali, ma la nostra attenzione resta altissima. La misura è colma e il tempo delle attese è finito”.
Poco dopo, intorno alle 23.30, a Catania il presidente di Aias, Giuseppe Richichi, ha dichiarato di revocare il blocco dei camion in Sicilia “poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto”. La decisione è arrivata dopo un incontro in prefettura e la stessa giornata in cui un’assemblea, promossa dalla stessa sigla, aveva deciso all’unanimità di proseguire il fermo. Poche ore prima, Richichi dichiarò all’Ansa che il blocco sarebbe proseguito “a oltranza sin quando da Roma non si concretizza quanto chiediamo”, spiegando che “non ci interessa da dove li prendono, ma i soldi per risolvere la questione dell'emergenza in Sicilia ci vogliono”.
Un altro fronte caldo della protesta dell’autotrasporto è la Campania, dove nei giorni scorsi sono sorti diversi presidi. Nella serata del 21 ottobre è apparso un allentamento dei blocchi, ma la protesta non sembrava ancora cessare. Un quadro provvisorio alla 7.30 del 22 ottobre mostra che sono liberati alcuni presidi autostradali nel Casertano e a Mercato San Severino e riaperto in tarda serata lo svincolo di Caianello, mentre è ancora attivo il presidio di Maddaloni e nel Salernitano è segnalato lo spostamento di camion e trattori verso Pontecagnano. Le sera del 21 ottobre, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha annunciato che sono stati scortati alcuni centinaia di viaggi, tra cui 515 a Napoli e provincia per il trasporto di carburanti, prodotti chimici e alimentari, dieci nel Casertano (dove sono state identificate 104 persone) e 20 nel Salernitano (con 34 persone identificate). In Puglia la mobilitazione sembra ridotta solo parzialmente, con segnali di ripresa delle consegne soprattutto nel Foggiano.
Sempre la sera del 21 ottobre, il ministero dell’Interno ha comunicato l’esito del primo giorno della repressione dei presidi, che mostra 1,339 persone identificate, 242 sanzionate per via amministrativa e 71 denunciate. Il ministero non ha precisato quali reati sono contestati, ma è probabile che siano stati applicati quelli di blocco alla circolazione con oggetti, veicoli o con il proprio corpo o da episodi di minacce e tagli di pneumatici apparsi sulla stampa. In precedenza il ministro dell'Interno aveva invitato i prefetti a vigilare su possibili infiltrazioni della criminalità.
P.R.








































































