Sabato 17 ottobre 2026 la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro gasolio è proseguita in quattro regioni del Mezzogiorno con forme diverse, dal fermo dei mezzi in Sicilia ai presidi stradali in Calabria, Puglia e Basilicata e pare che la politica nazionale si stia accorgendo della gravità della situazione. Il ministro dei Trasporti si è impegnato a ricevere martedì 20 ottobre, nella Prefettura di Milano, una delegazione di autotrasportatori calabresi, pugliesi e siciliani, dopo il tavolo tecnico con sindacati e associazioni di categoria convocato per le 10.00, che anticipa la riunione inizialmente prevista per il 27. Nelle stesse ore il Comitato Trasportatori Siciliani ha prolungato il fermo fino al 27 ottobre, a meno che il ministro non firmi un protocollo d'impegni.
L'impegno di Salvini è arrivato per telefono, in vivavoce, al presidio del casello di Poggio Imperiale sull'A14, nel Foggiano. Il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera, ha chiamato il ministro, passandogli Nicandro Vigilante, uno degli autotrasportatori in presidio. Vigilante ha chiesto che la categoria partecipi direttamente alle riunioni sul proprio futuro e che il gasolio per autotrazione sia riconosciuto come bene di prima necessità, con una riduzione del suo prezzo. Il ministro ha quindi voluto i nomi di due rappresentanti per la Puglia, precisando di avere già quelli della Sicilia e di attendere quelli della Calabria. Nella stessa giornata il viceministro Edoardo Rixi ha riconosciuto le difficoltà degli autotrasportatori del Sud, aggravate a suo giudizio dagli squilibri dei flussi logistici, avvertendo però che il diritto di manifestare non può diventare il diritto di bloccare l'economia.
In Sicilia il coordinatore del Comitato, Salvatore Bella, ha legato la revoca anticipata del fermo, proclamato in origine fino al 20 ottobre, alla firma del protocollo e a un incontro con la delegazione il 20, ammonendo che "Diversamente rimane fino al 27 ottobre". La mattina il presidente della Regione, Renato Schifani, ha parlato al telefono con Salvini e ha ottenuto che i rappresentanti degli autotrasportatori dell'isola partecipino per la prima volta al tavolo di Milano. Schifani ha anche annunciato nuove risorse regionali contro il caro carburante, da inserire nelle variazioni di bilancio all'esame dell'Assemblea regionale siciliana, senza però indicarne l'importo. A Palermo è cresciuta l'affluenza nei supermercati e ai distributori per il timore di interruzioni nei rifornimenti e altrettanto concreta è la preoccupazione del trasporto passeggeri, al punto che il presidente di Anav Sicilia ha riferito che alcuni autotrasportatori non hanno consegnato ai depositi delle aziende il gasolio per gli autobus e che, senza le forniture previste tra il fine settimana e l'inizio della settimana, i servizi di linea gestiti dai privati rischiano di non essere garantiti.
In Calabria sabato è stata la seconda giornata della protesta proclamata da Fedralog, prevista fino a martedì 20. I presidi aperti sono una quindicina e in nessun caso si è arrivati a un blocco vero e proprio. Sulla Statale 18, nell'Alto Tirreno cosentino, i camion sono rimasti a bordo strada per tutta la notte tra Tortora e San Lucio, passando per Santa Maria del Cedro e Acquappesa-Guardia Piemontese. Le auto hanno potuto transitare senza deviazioni, con rallentamenti di pochi minuti per spiegare agli automobilisti le ragioni della protesta. Incolonnamenti si sono formati sulla Statale 534 nell'area di Sibari, mentre a Isola Capo Rizzuto, vicino all'aeroporto, camion e trattori occupavano la Statale 106 lasciando una sola corsia alle auto, con traffico rallentato ma scorrevole. Sulla stessa Statale, a Corigliano-Rossano, c’era un presidio degli agricoltori mobilitati da movimenti autonomi. Al porto di Gioia Tauro gli accessi in entrata e in uscita sono rimasti liberi e regolari.
In mattinata il prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, ha ricevuto una delegazione di Fedralog. Il coordinatore regionale Mario Pansini ha poi raccontato che il prefetto ha preso atto delle criticità del settore e si è impegnato a trasmetterle al Governo, aggiungendo che i presidi proseguiranno fino a martedì e, senza un riscontro entro quella data, "andiamo tutti a Roma". Pansini ha ribadito che la manifestazione resterà pacifica e senza blocchi. Dal presidio di Isola Capo Rizzuto sono arrivati alcuni numeri sui margini delle imprese. Il pieno per un viaggio di andata e ritorno verso Milano, ha spiegato all'Ansa il titolare di un'impresa, è salito a 2.600 euro, mentre un anno fa ne costava tra 1.300 e 1.500. Con pedaggi saliti a 350-400 euro e rincari su pneumatici e ricambi, il margine settimanale di un veicolo industriale da 200mila euro sarebbe sceso a 100-150 euro, dai circa 300 di un anno prima. Il rimborso delle accise, intorno a 19-20 centesimi al litro, arriva come sgravio fiscale con tempi lunghi e costringe le imprese ad anticipare i capitali.
In Puglia è proseguito il presidio vicino al casello di Poggio Imperiale, attivo da lunedì 12 ottobre, dove autotrasportatori, agricoltori e olivicoltori protestano insieme contro il prezzo del carburante e i costi di produzione. Rocco Romagnolo, del comitato olivicoltori di Carpino, ha annunciato che i manifestanti stanno valutando di spostare la protesta a Roma. Le cronache regionali segnalano mobilitazioni anche a Cerignola, Lucera, Foggia e Candela.
In Basilicata la giornata ha avuto due andamenti opposti. A Melfi agricoltori e autotrasportatori hanno sospeso per il fine settimana il presidio sulla Statale 655, nell'area di San Nicola di Melfi, per non interferire con la festa della Varola del 17 e 18 ottobre. Sulla statale 106 Jonica, a Scanzano Jonico, sono invece rimasti attivi i blocchi, con il transito consentito alle automobili. Sempre nel Materano, a Montescaglioso, il Comitato agricolo materano ha organizzato un corteo di trattori verso Matera contro l'aumento dei costi di produzione e la riduzione degli aiuti della Politica agricola comune.
P.R.





































































