Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone di origine salentina. Le misure comprendono arresti domiciliari e provvedimenti interdittivi. Contestualmente è stato disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per circa 120mila euro. L’operazione riguarda un’indagine su presunte frodi in materia di accise e reati contro la fede pubblica.
Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, le indagini condotte dalla Compagnia di Gallipoli e coordinate dalla Procura di Lecce, anche attraverso attività tecniche di intercettazione, hanno portato alla ricostruzione di tre distinti sistemi fraudolenti. Le attività investigative hanno inoltre comportato notifiche di informazioni di garanzia e l’esecuzione di perquisizioni personali e locali nei confronti dei soggetti coinvolti.
Il primo meccanismo individuato riguarda la costituzione di imprese operanti formalmente nel settore agricolo, accompagnata dalla produzione di documentazione ideologicamente falsa presentata agli uffici Uma (Utenti Motori Agricoli). Questo sistema consentiva di ottenere libretti fiscali di controllo e quindi l’assegnazione di rilevanti quantitativi di gasolio a aliquota agevolata. Il carburante, invece di essere impiegato per attività agricole o per il riscaldamento delle serre, veniva ceduto a terzi non aventi diritto, operanti nelle province di Lecce e Brindisi, per utilizzi soggetti a maggiore imposizione, tra cui autotrazione e riscaldamento.
Un secondo filone dell’indagine ha riguardato un deposito commerciale di prodotti petroliferi, operante anche come distributore stradale, che avrebbe rifornito centinaia di automezzi con gasolio destinato all’agricoltura. In questo modo il prodotto agevolato veniva immesso nel circuito ordinario dei consumi, alterando il corretto funzionamento del sistema di distribuzione e fiscalità dei carburanti.
Il terzo schema fraudolento ha coinvolto due imprenditori agricoli che, secondo gli investigatori, mettevano a disposizione i propri libretti fiscali di controllo a un soggetto terzo. Anche in questo caso, l’assegnazione annuale di ingenti quantitativi di carburante agevolato veniva utilizzata per finalità diverse da quelle consentite, generando un indebito vantaggio economico.
Nel complesso, l’indagine ha portato alla segnalazione alle Autorità giudiziarie di Lecce e Brindisi di 23 soggetti, indagati a vario titolo per violazioni dell’articolo 40 del Decreto Legislativo 504 del 1995, relativo alla sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, e dell’articolo 483 del Codice Penale per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. È stata inoltre accertata la distrazione di oltre 500mila litri di prodotto petrolifero, di cui più di 300 mila già consumati in frode, con un’evasione di accisa pari a 156mila euro.




































































