Le imprese di autotrasporto hanno finalmente le percentuali definitive per il rimborso dei pedaggi autostradali dei viaggi svolti nel 2025. Le ha fissate il Comitato Centrale dell'Albo degli Autotrasportatori con una delibera approvata nella seduta del 15 ottobre 2026: vanno dall'1,8518% all'8,0244% e variano in base al fatturato e alla classe ecologica dei veicoli. La notizia è stata data dalla Rivista Tir, organo ufficiale dell'Albo dell'Autotrasporto. Il provvedimento sostituisce i valori stabiliti con la delibera del 16 aprile 2026. La rideterminazione è necessaria perché le richieste presentate dalle imprese hanno superato lo stanziamento del Governo, pari a 141,929 milioni di euro. Restano i cinque scaglioni di fatturato, compresi tra 200mila euro e oltre 5 milioni. Nello scaglione più alto le aliquote di aprile erano del 13% e dell'11%, rispettivamente per i veicoli Euro VI o a trazione alternativa e per gli Euro V.
Come negli anni precedenti, determina lo scaglione il fatturato relativo ai pedaggi autostradali. La riduzione più alta, l'8,0244%, spetta a chi supera i 5 milioni di euro e usa veicoli Euro VI o a trazione alternativa; per gli Euro V della stessa fascia scende al 6,7898%. Nelle fasce successive i due valori, nello stesso ordine, sono il 6,7898% e il 5,5553% da oltre 2,5 a 5 milioni, il 5,5553% e il 4,3208% da oltre 1,2 a 2,5 milioni, il 4,3208% e il 3,0863% da oltre 400mila euro a 1,2 milioni. Nello scaglione da 200mila a 400mila euro si va dal 3,0863% all'1,8518%.
I rimborsi riguardano i transiti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 con veicoli Euro V, Euro VI o superiori, oltre a quelli ad alimentazione alternativa o elettrica. Sono ammessi i veicoli italiani e quelli comunitari muniti di licenza comunitaria. Anche per il 2025 il beneficio vale per i veicoli con targa extra UE, purché abbiano un titolo abilitante al transito in Italia, come l'autorizzazione Cemt o bilaterale extra UE, e siano di categoria Euro 5 o 6 o a trazione alternativa. Questi mezzi devono far capo a cooperative o consorzi italiani o comunitari.






























































