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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Secondo Bloomberg, gli investigatori di Fbi e Guardia Costiera statunitense avrebbero trovato prove di un accesso temporaneo al sistema di propulsione della superpetroliera VL Prosperity, ancora alla fonda davanti a Galveston. Le Autorità confermano un attacco di soggetti stranieri, ma nessun dato pubblico dimostra il controllo dei motori.

    L’obbligo di riconsegna nel trasporto delle merci

    Il contratto di trasporto (articolo numero 1678 Codice Civile) consiste nell’obbligo del vettore di trasferire persone o cose da un luogo a un altro a fronte di un corrispettivo. Tra i vari adempimenti a carico del vettore e che contraddistinguono tale contratto, assume rilievo nella sua fase finale quello della riconsegna delle merci stabilita dall’articolo 1687 primo comma Codice Civile: “Il vettore deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel luogo, nel termine e con le modalità indicati dal contratto o, in mancanza, dagli usi”.

    Mettere a disposizione le cose trasportate, di cui all'articolo in commento, è una operazione strettamente inerente al trasporto che può dirsi effettuata solo con il passaggio effettivo della merce dal vettore al destinatario attraverso l’attività materiale, salvo diversi accordi tra le parti, del mettere a terra le cose trasportate. Per quanto sopra il contratto di trasporto è adempiuto dal vettore nel momento in cui è avvenuto l’effettivo trasferimento della detenzione materiale delle merci al destinatario e, pertanto, assume assoluta rilevanza la prova dell’avvenuta riconsegna delle merci.

    La prova dell’avvenuta riconsegna delle merci.

    Le merci viaggiano accompagnate dalla lettera di vettura, ossia, dal Documento di Trasporto o dalla Cmr nel caso di trasporti internazionali. In entrambi i casi la prova dell’arrivo a destino della merce e della sua riconsegna è data dalla firma del destinatario. Come precisato dalla giurisprudenza di legittimità, non è sufficiente la sola firma del vettore sul documento di trasporto per provare la consegna (Cassazione Sezione 2 Civile, 6/12/2019, numero 31974) ma occorre anche quella del destinatario, perché i documenti provenienti da terzi estranei alla lite possono offrire soltanto elementi indiziari idonei a fondare il convincimento del giudice solo se assistiti da altre risultanze probatorie, quali possono essere dichiarazioni testimoniali ovvero presunzioni semplici. Ne discende necessariamente che qualora il documento di trasporto sia firmato dal solo vettore, tale documento, provenendo da un soggetto terzo alla causa, è destinato ad assumere valore meramente indiziario e sarà inidoneo a soddisfare l’onere posto in capo al mittente di provare l’avvenuta consegna della merce al destinatario.

    La firma del destinatario

    È purtroppo prassi che la firma del destinatario della merce sia una semplice sigla o, spesso, uno scarabocchio apposto nell’apposito spazio della lettera di vettura senza alcun altro elemento identificativo. In una tale circostanza sulla base del principio che è onere del destinatario disconoscere la sottoscrizione apposta al Ddt o Cmr, in caso di mancato disconoscimento la sottoscrizione fa piena prova dell'avvenuta consegna della merce. Questo, però, è certamente vero solo nel caso in cui il Ddt o la Cmr rechi la firma del legale rappresentante del destinatario, ovvero vi sia apposto il timbro sociale. Senza tali elementi identificativi il destinatario non ha onere di disconoscere la sottoscrizione in senso tecnico-giuridico (articolo 214 Codice di Procedura Civile) potendosi anche limitare ad affermare che la firma non è a esso riferibile.

    In una tale ipotesi, infatti, non sussiste alcun elemento per ricondurre la firma al destinatario cosicché la prova dell'avvenuta consegna, in caso di contestazioni, dovrà essere fornita con altri mezzi il che significa che il vettore è esposto al concreto rischio non solo di non vedersi corrisposto il prezzo del trasporto ma, anche, all’addebito del valore della merce ed eventuali ulteriori danni. Giova ricordare, in proposito, che qualora il vettore non riesca neppure a dare indicazioni circa l’effettiva riconsegna della merce, si può configurare a suo carico un caso di colpa grave con esclusione dei limiti risarcitori indicati dall'articolo 1696 Codice Civile.

    Formazione degli autisti

    Per ovviare a tali problemi è pertanto necessario che il vettore impartisca ai propri autisti, o ai sub-vettori, precise istruzioni circa l’apposizione del timbro del destinatario e la sua sottoscrizione, possibilmente leggibile. Da ultimo è obbligo ricordare ai trasportatori come l'articolo in commento (numero 1687 Codice Civile) preveda al suo ultimo comma l'obbligo del vettore di esibire al destinatario la lettera di vettura affinché possa effettuare un controllo effettivo, circa la provenienza, l'oggetto e le condizioni del trasporto, consentendogli di raffrontare quanto negoziato con il mittente e quanto contenuto nella lettera di vettura e, in caso di non corrispondenze o avarie o ritardi, formulare delle riserve scritte.

    Riassumendo, perché il vettore risulti adempiente al contratto di trasporto deve avere consegnato la lettera di vettura al destinatario e ottenuto la sua sottoscrizione con timbro e firma leggibile. In tal senso la digitalizzazione del Ddt e della Cmr risolveranno il problema della sottoscrizione certa da parte del destinatario.

    Avvocato Rodolfo Faccini
    www.studiolegalefaccini.it

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