La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani ha assunto una dimensione nazionale, diventando Laaaisn. Il passaggio avviene in una fase complessa per la logistica e l’autotrasporto, caratterizzata da un peggioramento delle condizioni operative e da un aumento degli incidenti sul lavoro. Secondo quanto dichiarato dalla presidente Tania Andreoli, l’estensione a livello nazionale consente all’associazione di portare alcune richieste ai tavoli istituzionali italiani ed europei. Tra i temi indicati figurano la sicurezza sul lavoro, la revisione dell’organizzazione della logistica e l’aumento dei costi dei carburanti. Andreoli richiama anche il contesto geopolitico, sottolineando come altri Paesi, tra cui Spagna e Portogallo, abbiano già adottato misure di risposta.
Uno dei punti centrali della posizione della Laaaisn riguarda il sistema delle accise. L’associazione ribadisce una proposta già avanzata negli anni, che prevede un ritorno a un modello precedente al 1983, nel quale il carico fiscale sulle accise era attribuito ai produttori. Secondo l’organizzazione, la narrazione che collega direttamente gli aumenti delle accise a eventi storici non rispecchia il funzionamento attuale del sistema, che invece risponde a esigenze di equilibrio dei conti pubblici.
Il vicepresidente Giuseppe Neri evidenzia l’incidenza della componente fiscale sul prezzo finale dei carburanti. In base ai dati riportati, il 55% del prezzo della benzina e il 51% di quello del gasolio sono riconducibili a imposte. Nel dettaglio, per la benzina l’accisa è pari a 72,8 centesimi e l’Iva a 35,2 centesimi, mentre per il gasolio l’accisa ammonta a 61,7 centesimi e l’Iva a 32,9 centesimi. Neri sottolinea come tali dinamiche incidano sugli equilibri economici del settore e, più in generale, del sistema produttivo.
Nel quadro delle proposte operative, la Laaaisn indica due direttrici principali. La prima riguarda la riduzione delle percorrenze chilometriche, attraverso una maggiore selezione delle committenze e il ricorso a segmenti di mercato più specializzati. La seconda prevede un intervento istituzionale sulle accise e sui tributi, con l’ipotesi di un congelamento per almeno dodici mesi, sul modello delle misure adottate da Spagna e Portogallo.
























































