La norma che regola i risarcimenti dovuti ai trasportatori per le attese al carico e scarico dei veicoli industriali è conosciuta dalle imprese di autotrasporto ma incontra ostacoli nella sua applicazione, a causa delle condizioni di mercato. È quanto emerge dal sondaggio presentato dalla Fiap durante un webinar dedicato al tema, basato su circa 400 imprese di autotrasporto. Il nodo, secondo la federazione, non riguarda la norma in sé, ma la difficoltà di renderla operativa senza penalizzazioni nei rapporti con la committenza.
Dalla rilevazione emerge che la maggioranza delle imprese dichiara di conoscere i contenuti della disciplina, ma segnala difficoltà nel tradurli in pratiche contrattuali e amministrative coerenti. La gestione documentale delle soste, la fatturazione degli indennizzi e la richiesta formale ai clienti rappresentano passaggi ancora complessi, soprattutto per le realtà di minori dimensioni. Il dato dimensionale risulta infatti determinante. Le aziende più strutturate riescono con maggiore facilità a tracciare le attese, formalizzare le richieste economiche e sostenere eventuali contenziosi, mentre le imprese più piccole tendono a rinunciare per evitare ripercussioni commerciali. Si crea così un divario operativo che riduce l’efficacia complessiva della norma.
Il comportamento della committenza assume un carattere ricorrente: alla richiesta di applicazione dell’indennizzo, molte imprese di trasporto si sentono rispondere che altri vettori non lo applicano. Questo meccanismo, alimentato dalla concorrenza tra operatori e dalla limitata efficacia dei controlli, indebolisce la credibilità della regola e ne scoraggia l’adozione diffusa. Il sondaggio evidenzia quindi che le imprese dichiarano in larga parte che vogliono applicare la norma se fosse rispettata in modo uniforme lungo la filiera. La questione si sposta così dal piano normativo a quello delle condizioni di mercato e degli strumenti operativi disponibili.
In questo contesto si inserisce la proposta della Fiap, che rappresenta l’elemento di maggiore discontinuità emerso dal confronto. La federazione intende sviluppare un modello che consenta alle imprese di cedere i crediti maturati per le attese nei confronti dei committenti, trasferendo alla stessa Fiap la gestione e il recupero degli stessi. L’obiettivo è superare una delle principali barriere operative: la difficoltà del singolo vettore a far valere un proprio diritto senza compromettere il rapporto commerciale.




































































