- Nel quarto trimestre 2025 le tratte internazionali in uscita dalla Polonia e dalla Germania verso i porti del Nord registrano gli aumenti più consistenti d’Europa. La Varsavia-Rotterdam cresce nei contratti di 17,6 punti su base trimestrale e di 33,7 punti su quella annuale, con pressioni sulla capacità legate all’esportazione.
- La ripresa di alcuni comparti industriali tedeschi sostiene le rotte verso Belgio e Francia, mentre la direttrice Madrid-Parigi mostra un arretramento dello spot per effetto del calo degli ordini esteri. Il mercato europeo evidenzia così un andamento divergente tra corridoi export e flussi iberici.
- Nei mercati domestici prevale la frammentazione. La Francia mantiene tariffe stabili, la Spagna vede crollare lo spot nel trimestre ma difende i contratti, la Germania registra la flessione più ampia su base annua. L’Italia resta su livelli stagnanti, con variazioni limitate.
Nell’ultimo trimestre del 2025 i noli dell’autotrasporto europeo evidenziano una netta divergenza tra corridoi internazionali e mercati nazionali, secondo il rapporto diffuso a febbraio 2026 da Upply. Le tratte in uscita dalla Polonia verso i porti nordeuropei sono quelle che registrano gli aumenti più marcati. La Varsavia-Rotterdam raggiunge 185,2 punti indice nei contratti, pari a 1,87 euro per chilometro, con un aumento di 17,6 punti sul trimestre e di 33,7 punti su base annua. Anche lo spot sale a 163,2 punti, con un aumento su base trimestrale di 9,6 punti. Questo andamento è coerente con esportazioni polacche, cresciute a 32,4 miliardi di euro, grazie soprattutto a beni di consumo, abbigliamento e chimica, che hanno generato la maggiore pressione sulla capacità disponibile. La dinamica interessa anche la direttrice Varsavia-Duisburg, dove i contratti toccano 163,1 punti indice, 1,37 euro per chilometro, in crescita di 7,8 punti su base trimestrale. Il rafforzamento dei flussi verso i nodi logistici tedeschi conferma il ruolo della Polonia come piattaforma produttiva orientata all’esportazione e amplifica la domanda di collegamenti verso i porti del Nord Europa.
L’area industriale tedesca mostra segnali di recupero in alcuni comparti ad alta intensità logistica. La produzione legata all’alta tecnologia cresce del 4,4% su base trimestrale, il farmaceutico del 6,3% e i veicoli a motore del 6%. La tratta Duisburg-Anversa registra contratti a 170,3 punti indice, 3,09 euro per chilometro, con +13,4 punti sul trimestre e +26,8 punti su base annua. Lo spot raggiunge 153,9 punti, 3,23 euro per chilometro, in aumento di 15,5 punti sul trimestre e 9,9 punti sull’anno. Anche sulla Duisburg-Lille lo spot cresce di 4,7 punti sul trimestre, mentre i contratti flettono leggermente sul trimestre ma restano in territorio positivo su base annua (+3,2 punti).
La direttrice iberica presenta invece un quadro opposto. Il Pmi manifatturiero spagnolo scende a 49,6, segnalando contrazione, in un contesto di calo degli ordini per l’esportazione e maggiore competizione sui prezzi. La direttrice Madrid-Parigi nello spot arretra a 136,2 punti indice, 1,30 euro per chilometro, con -2,3 punti sul trimestre. I contratti si attestano a 131,5 punti, 1,23 euro per chilometro, con una variazione marginale di -0,1 punti sul trimestre. Il ridimensionamento interessa prima il mercato a pronti, mentre la componente contrattuale mostra una maggiore inerzia.
Nei mercati domestici l’andamento resta eterogeneo e strettamente legato alla domanda interna. In Spagna, nonostante una crescita del Pil stimata al 2,9% nel 2025, il finale d’anno registra un calo della fiducia dei consumatori e una flessione nella produzione di beni strumentali e di consumo. Le tariffe spot domestiche scendono di 16,5 punti sul trimestre, mentre i contratti crescono di 1,1 punti sul trimestre e di 5,5 punti su base annua. La differenza tra spot e contratti segnala comunque aspettative di recupero nel medio periodo.
In Italia la crescita economica si ferma allo 0,1% nel terzo trimestre del 2025, con un calo marcato nella produzione automobilistica e chimica. Le tariffe spot perdono 6,2 punti su base mensile a dicembre, risultando quasi invariate sul trimestre (+0,3 punti) e sull’anno (+0,1 punti). Il mercato dei contratti mostra una tenuta relativa, con un incremento di circa 5 punti sia trimestrale sia annuale, pur con un arretramento nell’ultima parte dell’anno.
La Francia si distingue per una maggiore stabilità. Con un Pmi manifatturiero a 50,7, ai massimi da 42 mesi, le tariffe di contratto domestiche crescono di 3,1 punti su base annua, con variazioni trimestrali contenute (+0,61 punti). Lo spot sale di 3,2 punti su base mensile a dicembre e rimane quasi invariato rispetto al trimestre precedente (un punto in meno). Il quadro suggerisce una domanda interna più regolare e una minore volatilità dei flussi.
La Germania rappresenta il mercato domestico più debole tra quelli analizzati. Il Pmi manifatturiero tocca i minimi da dieci mesi a dicembre 2025, con nuovi ordini in calo. Le tariffe spot nazionali scendono a 118,7 punti indice, con -17,2 punti su base annua e -6,3 punti nel solo mese di dicembre. Anche i contratti arretrano, con -3,5 punti sul trimestre e -3,2 punti sull’anno. Il ridimensionamento conferma una riduzione dei volumi interni e una pressione competitiva più intensa sul breve periodo.
Nel complesso emerge un’Europa a due velocità. I corridoi legati all’export verso i porti del Nord concentrano gli aumenti più pronunciati, sostenuti da flussi reali di merci e da una domanda di capacità stabile. Nei mercati domestici prevalgono invece dinamiche più deboli o stagnanti, con lo spot che assorbe per primo le oscillazioni della domanda. Per operatori del trasporto e della logistica questo implica una gestione più selettiva delle tratte, con attenzione agli squilibri tra flussi in uscita e rientri e alla diversa velocità di adeguamento tra mercato a pronti e contratti.
Antonio Illariuzzi





































































