La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio è arrivata sugli scaffali dei supermercati del Mezzogiorno. Lunedì 19 ottobre 2026, al quarto giorno dei fermi proclamati in Calabria e in Sicilia, presidi, rallentamenti e blocchi hanno continuato a interessare Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Molise, riducendo le consegne soprattutto di frutta, verdura, carne e latticini. Intanto il prezzo del gasolio prosegue la sua crescita, raggiungendo 2,257 euro al litro sulla rete stradale e 2,297 in autostrada, secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese, quasi il 40% in più rispetto a un anno fa. Le delegazioni della protesta attendono l'incontro con il ministro dei Trasporti convocato per martedì 20 ottobre alle 15.00 a Milano, mentre la mattina incontrerà le associazioni riconosciute nell’Albo
Dalle cronache locali, la Campania è la regione dove la carenza di merce appare più marcata. Da alcuni giorni i camionisti bloccano le operazioni di carico e scarico nei magazzini di catene della grande distribuzione alimentare nell'area industriale di Carinaro, nel Casertano, e i reparti dei freschi si sono svuotati prima nelle province di Caserta e Salerno, poi in diversi quartieri di Napoli. Dopo l’incontro convocato nella Prefettura di Napoli, il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, ha riferito di catene con scaffali pieni solo al 50% e di frutta e verdura non arrivate in mattinata: "I prodotti non arrivano più da venerdì", ha precisato. In alcuni punti vendita sono comunque giunti autocarri con parte dei prodotti mancanti.
In Sicilia il quadro del commercio è più frammentato. Nella maggior parte dei supermercati della grande distribuzione non si registrano particolari problemi di approvvigionamento, ma alcuni punti vendita segnalano la mancanza di pasta fresca, salumi e formaggi in piccole confezioni, carne e ortofrutta, e qualche catena ammette ritardi nelle consegne. A Messina, a Gela e nell'Agrigentino i clienti hanno svuotato gli scaffali facendo scorte di pasta e acqua nei giorni scorsi, mentre nei mercati popolari di Palermo, Ballarò e il Capo, e in quelli di Catania la merce non manca. Nel Ragusano scarseggiano i latticini freschi, e le carni bovine provenienti da Emilia-Romagna e Lombardia.
Nelle altre regioni meridionali, già nei giorni scorsi nel Foggiano, a Cerignola e San Severo, erano finiti farina, uova, latte e ortofrutta, a Foggia pollo, latticini e pane; scaffali sguarniti risultano anche a Campobasso, soprattutto nei reparti di frutta, verdura e panetteria. Tra il 17 e il 18 ottobre i delegati di Consumerismo No Profit hanno documentato banchi vuoti o semivuoti in nove punti vendita e mercati di sette regioni, compreso il Lazio, a Sora, Cassino e Fabrica di Roma. "Il problema non riguarda più solo il Sud", ha affermato il presidente dell'associazione, Luigi Gabriele, aggiungendo che al Nord la protesta comincia a pesare sui prezzi. Restano fuori dal blocco i farmaci, che i depositi continuano a consegnare, mentre in Molise i consorzi delle autolinee hanno segnalato alle Autorità difficoltà nel procurarsi il gasolio, con possibili ritardi sulle corse extra-regionali.
Sulla rete viaria la giornata è cominciata alle 3.00, con la chiusura del nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno per chi proveniva da Napoli per un presidio di autotrasportatori. Dopo la riapertura sono rimasti fino a otto chilometri di coda in A1 tra il bivio con il raccordo di Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere in direzione Roma, con l'uscita di Capua chiusa per chi arrivava da Roma. Segnalati rallentamenti e blocchi anche a Napoli Nord, Caserta Sud e Caserta Nord, Palma Campania, Sarno e Nocera-Pagani. Al porto di Napoli alcuni veicoli industriali hanno bloccato la strada di accesso al varco Bausan, impedendo il transito ai camion diretti agli imbarchi e lasciando passare le automobili. "Tutti i varchi portuali sono attualmente liberi", ha poi dichiarato il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro. A rischio sono gli imbarchi dei mezzi commerciali per Ischia, Capri e Procida e i traghetti serali per Palermo e per aggirare il presidio diversi autotrasportatori hanno raggiunto i moli dalla viabilità cittadina di via Marina, mentre quelli diretti a Ischia e Procida hanno ripiegato sul porto di Pozzuoli.
In Puglia la protesta si è spostata su Bari. Il corteo organizzato dal consorzio Acar di Altamura è partito lungo la Statale SS96 con 35 motrici e un centinaio di partecipanti, occupando una corsia in direzione del capoluogo e lasciando libera l'altra. Alle 11.48 i primi mezzi erano a Punta Perotti, diretti alla Presidenza della Regione sul lungomare Nazario Sauro, dove una delegazione doveva essere ricevuta dal presidente Antonio Decaro. Oltre al caro gasolio, i manifestanti denunciano la mancanza di finanziamenti immediati, i ritardi sui crediti d'imposta, una rappresentanza del settore che giudicano inadeguata e la scarsa attenzione del Governo. Nel Foggiano è stato rinnovato il presidio di Poggio Imperiale, davanti al casello dell'A14.
In Calabria Fedralog ha attivato all'alba un nuovo presidio sulla Statale SS18 a Fuscaldo, nel Tirreno cosentino, dove decine di veicoli industriali hanno occupato la carreggiata in direzione sud. Come negli altri punti della regione, gli autotrasportatori rallentano la circolazione per alcuni minuti e poi lasciano passare i veicoli in entrambe le direzioni, garantendo il transito immediato ai mezzi di soccorso. Nel Lametino è stato riaperto all'alba lo svincolo dell'A2 di Falerna, chiuso dal pomeriggio di domenica, e a Scalea gli studenti del liceo Metastasio sono rimasti fuori da scuola in solidarietà con la protesta. In Basilicata i camion presidiano dalla mattina gli svincoli di Potenza est e Potenza ovest e la zona industriale di Tito, lungo il raccordo autostradale verso Sicignano degli Alburni, oltre al tratto lucano della Statale Jonica nel Metapontino, creando disagi ma non di blocchi della circolazione.
In Sicilia prosegue il fermo proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani, che il coordinatore Salvatore Bella dichiara attivo in tutti i porti dell'isola: i mezzi delle aziende aderenti restano nei parcheggi, mentre il transito dell'ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina è libero e il comitato esclude blocchi stradali. Sulle autostrade si muovono altri soggetti. Dalle prime ore del mattino l'A18 Messina-Catania è rimasta a una sola corsia all'altezza del casello di San Gregorio, in direzione Catania, con una coda estesa fino allo svincolo di Acireale, e alla barriera di Tremestieri, a Messina Sud, i camion hanno lasciato liberi soltanto due caselli. Il Cts precisa che quei mezzi non appartengono ai suoi aderenti. Il fronte siciliano si è diviso: l'Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani (Aias) di Catania ha annunciato l'uscita dal comitato e iniziative proprie, con una trentina di mezzi in presidio a Misterbianco, Tremestieri e San Gregorio. Il presidente Giuseppe Richichi ha preso le distanze da qualunque intesa il comitato raggiunga con il Governo, prima dell'incontro delle 16.00 con il prefetto di Catania. Si è attivato anche il Molise, dove la protesta è entrata nel centro di Campobasso: cinque trattori e cinque camion sono arrivati in corso Bucci dal presidio di Pietracatella, attivo da giovedì, accompagnati da agricoltori e da diverse decine di studenti.
Ciò avviene alla vigilia di due distinti incontri con gli autotrasportatori indetti dal ministro dei Trasporti. Con le sigle rappresentate nell’Albo ha anticipato a martedì mattina il confronto inizialmente fissato per il 27 ottobre a Roma, mentre ne pomeriggio incontrerà le associazioni autonome che hanno indetto fermi e presidi. Il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, pur riconoscendo le ragioni degli autotrasportatori e la necessità di interventi urgenti, chiede di garantire la libera circolazione delle merci e confida che l'incontro di martedì porti risposte tali da consentire la rimozione dei blocchi. Trasportounito sottolinea che il sovrapprezzo gasolio sulle tariffe dell’autotrasporto, che dovrebbe essere del 15% grazie alla Legge approvata all'inizio del conflitto in Iran, è applicato in parte al Nord e del tutto ignorato al Sud. Il segretario generale, Giulio Stoppa, chiede un Consiglio dei ministri che approvi per Decreto le modifiche emerse dagli Stati generali dell'Autotrasporto, a partire da una clausola gasolio che trasferisca in fattura, in modo automatico e vincolante, le variazioni del costo del carburante.
Il presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano, si dichiara al fianco dei trasportatori ma avverte che migliaia di prodotti agricoli rischiano di restare bloccati nelle aziende e andare perduti, penalizzando i produttori del Sud rispetto a quelli del Nord, della Francia e della Spagna, dove le merci viaggiano regolarmente. Le associazioni dei consumatori premono sul Governo: l'Adoc, con il presidente Giovanni Bellissima, chiede interventi strutturali e non misure una tantum, mentre Consumerismo No Profit ha sollecitato il Garante per la sorveglianza dei prezzi a vigilare su eventuali rincari ingiustificati, con il rischio, secondo Gabriele, che i disagi si trascinino fino alle festività natalizie.
P.R.










































































