Array ( [0] => 9 )

Primo piano

  • Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Le rilevazioni della Iata sul trasporto aereo delle merci del 2019 mostrano che è stato il peggiore anno dal 2009, quando scoppiò la crisi macroeconomica da cui il settore è emerso lentamente. Un’eventuale ripresa quest’anno potrebbe essere ostacolata dall’epidemia di coronavirus.

Podcast K44

Normativa

Come la somministrazione estera agisce nell’autotrasporto


Il sindacato ricorda che il distacco internazionale di personale – non solo autisti – è consentito dalla direttiva comunitaria 96/71, nell'ambito della libera circolazione dei lavoratori e libera prestazione dei servizi. Nello stesso tempo, però, l'interpello 33/2010 del ministero del Lavoro precisa che la stessa direttiva impone che la somministrazione garantisca parità salariale con i lavoratori dei Paesi ospitanti. Però, precisa la nota sindacale "L'interpello non chiarisce fino in fondo che le strategie sopra evidenziate sono illegittime e le aziende che le stanno mettendo in atto riducono slealmente i loro costi rispetto al costo del lavoro italiano del 35% circa".
In particolare, per quanto riguarda la retribuzione, "Il calcolo per la parità salariale riporta solo quella che è la retribuzione con i minimi tabellari del CCNL, non tenendo conto che gli autisti oltre alla retribuzione da contratto, nel nostro Paese, hanno diritto a percepire la maggiorazione per il lavoro straordinario, per tutte le ore eccedenti la 39a ora settimanale, nonché l'indennità di trasferta".
A tale proposito, la nota sindacale riporta un raffronto concreto relativo a un autista di terzo livello S, che ha un minimo tabellare di 1569,37 euro al mese, su cui sono calcolate la tassazione a carico del lavoratore e la parte contributiva a carico delle aziende. "Il vantaggio economico del distacco del personale è dato dal tentativo di pagare gli autisti distaccati con uno stipendio medio mensile di 200/400 euro circa, sul quale le aziende versano la contribuzione nei vari Paesi dell'Est Europa, in aggiunta ad un'indennità di disagio – fino a circa 70 euro al giorno – sulla quale non esiste nessuna tassazione, né da parte del lavoratore né, tanto meno, da parte delle aziende". I sindacati contestano questo tipo di retribuzione, perché l'indennità di disagio "altro non è che la nostra indennità di trasferta, quindi la retribuzione mensile di 200-400 euro non corrisponde assolutamente alla paga base nazionale stabilita dal CCNL italiano".
Quindi, concludono i sindacati, "Alla luce di quanto sopra evidenziato il dumping economico tra i due diversi inquadramenti risulta essere di 6000-7000 euro netti annui a danno del lavoratore, tenuto conto che in quei Paesi non esistono gli istituti contrattuali della tredicesima, della quattordicesima e del trattamento di fine rapporto, e di altrettanti 10mila euro circa a danno dell'Erario italiano per la mancata contribuzione e tassazione".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata

 


  Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

 bottone newsletter piccoloVuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter bisettimanale con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

Sponsorizzato

Videocast K44

Autotrasporto

Logistica

Mare