Dopo due mesi estivi in calo, il mercato italiano dei veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate torna a crescere a settembre 2026, quando sono state immatricolate 2.060 unità, con un aumento del 3,15% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre luglio e agosto avevano chiuso rispettivamente a -0,72% e -6,08%. Le rilevazioni, diffuse il 6 ottobre da Federauto, portano il cumulato dei primi nove mesi a 20.685 unità (+2,62%), un ritmo molto vicino al +2,57% di fine agosto. La crescita poggia interamente sui trattori stradali, saliti a 1.199 unità (+9,80%) dopo il lieve arretramento di agosto (-1,44%) e da gennaio questa fascia conta 11.294 immatricolazioni (+13,75%). Viceversa, le motrici restano in territorio negativo con 861 unità (-4,86%), anche se Federauto nota che si tratta del calo meno marcato dell'anno (solo giugno ha chiuso con il segno positivo). Nei primi nove mesi le motrici sono scese a 9.391 unità (-8,17%), in leggero recupero rispetto al -8,52% dei primi otto mesi.
Il gasolio si conferma la motorizzazione prevalente, con il 96,65% delle immatricolazioni di settembre e il 97,27% del cumulato annuo. Nel 2026 la sua quota mensile non è mai scesa sotto il 96%, nonostante il rincaro dei carburanti. L'elettrico pesa per l'1,23% da inizio anno: 255 veicoli contro i 490 dei primi nove mesi del 2025, di cui 211 motrici, quasi tutte nella fascia leggera (194), e 44 trattori. L’associazione dei concessionari legge questi numeri in chiave regolatoria. La preferenza per il diesel si concentra nei mezzi con massa complessiva superiore a 16 tonnellate, che rappresentano la parte prevalente del mercato, e si manifesta prima ancora dell'emanazione del Decreto attuativo sul fondo pluriennale per l'autotrasporto. In vista della revisione del regolamento UE 2024/1610 sulle emissioni di CO2 dei veicoli industriali nuovi, che le istituzioni europee dovrebbero affrontare dopo il confronto sulle autovetture (quindi presumibilmente nel 2027), Federauto rileva che la situazione preoccupa costruttori, concessionari e imprese di autotrasporto. La federazione chiede di lasciare agire i meccanismi di mercato, giudicando le regole attuali poco attente alle differenze geografiche ed economiche tra i Paesi europei.
Nelle motrici il segnale di settembre arriva dalla fascia tra 3,51 e 7,49 tonnellate, che torna positiva con 103 unità (+18,39%) dopo i cali di luglio (-47,72%) e agosto (-32,14%). La fascia media, tra 7,5 e 16 tonnellate, perde invece terreno (142 unità, -14,97%) e qua troviamo solo veicoli diesel. Il segmento oltre le 16 tonnellate, che da solo vale il 71,54% delle motrici del mese, si ferma a 616 unità (-5,38%). Se consideriamo i primi nove mesi, anno arretrano tutte e tre le fasce: -18,04% la leggera, -2,93% la media e -7,66% la pesante. Proprio la fascia leggera sostiene l'elettrico, che nelle motrici sale a 22 unità (+10%) dopo i crolli di luglio (-61,70%) e agosto (-70,27%). Le motrici leggere a batteria sono state 21, contro 13 un anno prima (+61,54%), e la loro quota nella fascia passa dal 14,94% al 20,39%. Per Federauto è la prima crescita tendenziale rilevante del segmento nel 2026, ma servono i prossimi mesi per capire se si consoliderà: il cumulato dei primi nove mesi resta a 194 unità contro 443 (-56,21%). Oltre le 16 tonnellate la motrice elettrica è assente, mentre il gas naturale compresso scompare dal segmento pesante e nell'insieme delle motrici si riduce a 5 unità (-64,29%).
Negli allestimenti, il cassone sale a 428 unità (+2,64%) e copre quasi metà delle motrici (49,71%). Il furgone recupera (70 unità, +11,11%) insieme alla fascia leggera, ma da gennaio resta indietro del 39,28%. L'attrezzato guadagna il 14,04% ed è l'unica carrozzeria in crescita costante nel 2026 (+24,78% nei nove mesi), mentre la cisterna è stabile a 65 unità. Arretrano invece pianale -40,48%), la betoniera -20,45%), gli allestimenti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (-14,29%) e isotermico (-10,14%). Nelle motrici il noleggio scende a 42 unità (-22,22%), pari al 4,88% del segmento: una flessione più ampia di quella di agosto (-3,23%), ma lontana dai cali di aprile e maggio.
Nella categoria dei trattori stradali il gasolio vale il 96,50% delle immatricolazioni, con volumi in aumento del 10,51%, mentre le alimentazioni alternative restano marginali, pur con dinamiche annuali vivaci. I trattori a doppia alimentazione gasolio-Gnl calano nel mese a 14 (-26,32%), ma sono 66 nei primi nove mesi, ossia più del doppio delle 28 di un anno prima (+135,71%). Quelli a Gnc si fermano a 19 -5%), gli elettrici salgono a 9 (+50%) e portano il cumulato a 44 unità contro 23 (+91,30%). Il conto terzi assorbe il 92,58% dei trattori e cresce del 10,01%. Il noleggio torna a 56 unità (+3,70%) dopo le sole 2 di agosto e nei nove mesi resta positivo (452 contro 327, +38,23%), con un passo però in rallentamento rispetto al +87,98% di giugno e al +45,05% di agosto. Da inizio anno il canale perde il 28,16% (528 unità contro 735), mentre l'esente licenza sale a 81 unità (+19,12%).
Iveco mantiene la prima posizione sul mercato complessivo con 474 unità, ma continua a predere quota, che a settembre è scesa del 9,02% attestandosi al 23,01%. Nei soli trattori il costruttore italiano è sesto a settembre (164 unità, -12,77%), in una classifica condotta da Mercedes-Benz Trucks con 211 immatricolazioni (-4,09%), davanti a Man con 201 (+64,75%), Scania con 170 (+16,44%), Daf con 168 (+32,28%) e Volvo Trucks con 165 (-14,95%). Sul totale dei veicoli industriali crescono Man (+31,98%), Daf (+26,63%) e Renault Trucks (+20,33%), mentre arretrano Volvo Trucks (-12,86%) e Ford Trucks (-36,84%). Nel cumulato dei primi nove mesi, sempre nei trattori, il vertice della classifica spetta a Volvo Trucks con 1.982 unità (+38,60%), seguita da Scania con 1.902 (+12,21%) e da Iveco con 1.682 (-20,13%).
Antonio Illariuzzi










































































