Il Decreto del 14 novembre 2025 del ministero dei Trasporti stabilisce una nuova tabella di correlazione tra le infrazioni previste dalla normativa dell’Unione Europea in materia di trasporto su strada e le corrispondenti sanzioni italiane. Secondo quanto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 268 del 18 novembre 2025, il documento sostituisce la precedente tabella adottata nel 2016 e recepisce tutte le modifiche normative introdotte negli ultimi anni, sia a livello europeo sia nell’ordinamento nazionale.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di allineare il sistema italiano alle nuove infrazioni definite dall’Unione Europea. Negli ultimi anni, infatti, il quadro regolatorio del trasporto stradale è stato aggiornato più volte, con interventi che riguardano l’accesso alla professione, i tempi di guida e di riposo, l’uso dei cronotachigrafi, il distacco dei conducenti e la classificazione delle violazioni più gravi che possono incidere sull’onorabilità dell’impresa. Il ministero rileva che numerose infrazioni introdotte dal 2016 in poi non erano ancora state associate a una sanzione prevista dal diritto italiano, rendendo necessario un aggiornamento complessivo.
La nuova tabella tiene conto anche delle modifiche apportate al sistema Erru, il registro elettronico europeo delle imprese di trasporto. Il Regolamento europeo del 2016 e il suo aggiornamento del 2023 richiedono che gli Stati trasmettano un insieme uniforme di informazioni sulle infrazioni commesse dalle imprese, affinché i Paesi membri possano controllare in modo coordinato i comportamenti recidivi e valutare l’affidabilità delle aziende. Per questo il Decreto prevede che la raccolta delle infrazioni avvenga secondo le modalità già stabilite dal Decreto interministeriale del 25 settembre 2024, che disciplina la trasmissione dei dati provenienti dalla Polizia Stradale e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
L’aggiornamento riguarda sia le violazioni riscontrate durante i controlli su strada, sia quelle rilevate presso le sedi aziendali. Il Decreto evidenzia che la tabella riveduta consente la corretta valutazione dell’indice di rischio previsto dal Decreto legislativo numero 144 del 2008, uno strumento utilizzato dalle Autorità italiane per programmare le attività di controllo sulle imprese. La presenza di infrazioni gravi o reiterate incide infatti sulla probabilità che un’azienda venga selezionata per verifiche più approfondite.
Il provvedimento richiama numerosi atti dell’Unione Europea che negli anni hanno modificato il quadro normativo: i Regolamenti del 2006 e del 2014 sui tempi di guida e sui cronotachigrafi, i Regolamenti del 2009 sull’accesso alla professione e al mercato, il Pacchetto Mobilità del 2020 e le successive Direttive e Regolamenti di esecuzione. Sul piano nazionale, sono citati il Decreto legislativo 144 del 2008, che ha introdotto le prime norme italiane per l’applicazione dei Regolamenti sociali europei, e i Decreti del 2023 e del 2025 relativi al distacco dei conducenti. La revisione s’inserisce quindi in un percorso di adeguamento costante dell’apparato sanzionatorio italiano alle evoluzioni del diritto europeo.
Con l’adozione della nuova tabella, il Ministero abroga il precedente Decreto del 2016 e dispone che le amministrazioni competenti applichino il nuovo schema per la classificazione e la trasmissione delle infrazioni. L’obiettivo è garantire uniformità tra le disposizioni europee e la normativa italiana, agevolare la condivisione dei dati con gli altri Stati membri e assicurare un sistema sanzionatorio coerente con gli obblighi previsti dall’Unione per il settore dell’autotrasporto.
Pietro Rossoni
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