Il mercato globale del trasporto aereo delle merci ha chiuso il 2025 con un bilancio complessivamente positivo sul fronte dei volumi, ma con segnali di progressiva debolezza sul lato delle tariffe e con prospettive prudenti per il 2026. È quanto emerge dall’analisi di Xeneta diffusa il 7 gennaio 2025. Nell’ultimo mese dell’anno, la domanda è cresciuta del 6% su base annua, superando l’aumento dell’offerta, che si è attestato al 5%, e confermando una dinamica di fine anno più solida rispetto alle attese.
Nel complesso dell’anno, il mercato ha registrato un incremento del 4% del peso tassabile, sostenuto in larga parte dallo spostamento modale di una parte dei caricatori dal trasporto marittimo a quello aereo. Le incertezze legate al contesto geopolitico e logistico, con particolare riferimento alle tensioni nel Mar Rosso e ai riflessi sulle catene di approvvigionamento globali, hanno infatti reso il trasporto aereo una soluzione di maggiore affidabilità per alcune tipologie di merce e per flussi caratterizzati da maggiore urgenza.
Il 2025 viene descritto da Xeneta come un anno turbolento, nel quale le previsioni negative legate all’introduzione di nuovi dazi negli Stati Uniti non si sono tradotte in una contrazione dei volumi. Al contrario, l’incertezza ha contribuito a sostenere la domanda di capacità aerea. Secondo l’analisi del Chief Airfreight Officer di Xeneta, Niall van de Wouw, il contesto ha finito per offrire benefici a entrambe le parti del mercato: da un lato fornitori di servizi con volumi superiori alle aspettative, dall’altro caricatori che hanno potuto beneficiare di un progressivo ridimensionamento delle tariffe nella seconda metà dell’anno.
Sul fronte dei noli, dicembre 2025 ha segnato invece una flessione del 4% delle tariffe spot globali su base annua, con un valore medio pari a 2,83 dollari statunitensi per chilogrammo. Il dato conferma una tendenza al ribasso che ha accompagnato gran parte del secondo semestre, in un contesto di riequilibrio tra domanda e capacità disponibile.
L’analisi per corridoio evidenzia dinamiche differenziate. Le rotte tra Europa e Nord America hanno registrato il calo annuo più marcato, pari al 13%, pur mostrando un aumento del 17% su base mensile a dicembre, legato alla riduzione stagionale della capacità passeggeri nel periodo invernale. Sulle direttrici tra Sud-est asiatico ed Europa le tariffe sono diminuite dell’11% su base annua, attestandosi a 3,58 dollari statunitensi per chilogrammo, ma con un aumento mensile del 6%. Le rotte tra Nord-est asiatico e Nord America hanno mostrato una relativa stabilità mese su mese, con un aumento del 4%, a fronte di un calo annuo del 6%, con tariffe medie pari a 5,15 dollari statunitensi per chilogrammo.
La Cina continentale rappresenta un caso a parte. Le tariffe verso Europa e Nord America a dicembre risultano solo dell’1% inferiori rispetto allo stesso mese del 2024, segnalando un equilibrio più stretto tra domanda e offerta. Tuttavia, l’aumento mese su mese delle tariffe dalla Cina, pari al 9%, indica uno squilibrio locale più accentuato, con una pressione temporanea sulla capacità disponibile.
Uno dei temi centrali dell’analisi Xeneta riguarda il rallentamento del commercio elettronico transfrontaliero dalla Cina, in particolare verso gli Stati Uniti. Le esportazioni legate al commercio elettronico dalla Cina agli Usa sono crollate del 51% a ottobre e del 52% a novembre su base annua. Prima dell’introduzione dei nuovi divieti legati alla soglia “de minimis”, questo corridoio rappresentava circa il 3% dei volumi globali del trasporto aereo merci. Il dato segnala un impatto diretto delle nuove tariffe e delle restrizioni normative sul traffico aereo di piccoli pacchi ad alto valore unitario.
Il quadro europeo appare per ora differente. I volumi di commercio elettronico dalla Cina verso l’Unione europea continuano a crescere, con un aumento del 29% a novembre, sebbene in rallentamento rispetto al +47% registrato a ottobre. Anche in questo caso, tuttavia, il contesto normativo è destinato a cambiare. A partire dal 1° luglio 2026, l’Unione Europea introdurrà dazi doganali fissi sui piccoli pacchi, con l’obiettivo di ridurre le distorsioni legate alle spedizioni di basso valore e di rafforzare i controlli doganali.
Sul versante cinese, da ottobre 2025 entreranno in vigore nuove regole di rendicontazione fiscale per le piattaforme di commercio elettronico, tra cui operatori globali come Amazon e Temu. Le nuove disposizioni prevedono sanzioni rilevanti in caso di mancata conformità e introducono ulteriori elementi di complessità operativa, con potenziali effetti sulla fluidità dei flussi e sui costi complessivi della catena logistica.
Le incertezze di mercato si riflettono anche nelle strategie contrattuali adottate dagli operatori. L’analisi di Xeneta evidenzia come, nel quarto trimestre del 2025, solo il 24% dei nuovi contratti sottoscritti dai caricatori avesse una durata di 12 mesi, in calo di 20 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Parallelamente è aumentato il ricorso a contratti di durata inferiore, con il 32% degli accordi validi sei mesi e il 26% limitati a tre mesi.
Il comportamento degli spedizionieri conferma una propensione strutturale al breve termine. Quasi la metà dei volumi gestiti dagli spedizionieri continua a essere acquistata sul mercato spot, con contratti di validità fino a un mese, una prassi che si è consolidata nel periodo post-pandemico e che riflette la necessità di mantenere flessibilità in un contesto altamente volatile. Il grafico sulla validità complessiva dei contratti mostra chiaramente questo cambio di approccio. Nel terzo trimestre del 2025, il 45% dei contratti aveva una durata annuale, mentre nel quarto trimestre la quota si è ridotta drasticamente, a favore di accordi più brevi. Il dato suggerisce che una parte rilevante del mercato si attende ulteriori riduzioni tariffarie nel breve periodo e preferisce evitare vincoli di lungo termine.
Guardando al 2026, Xeneta prevede una crescita della domanda più contenuta, compresa tra il 2% e il 3%. I fondamentali di mercato, secondo l’analisi, puntano complessivamente al ribasso, in assenza di nuovi shock esogeni. Tuttavia, l’esperienza del 2025 conferma come il trasporto aereo merci resti fortemente sensibile alle dinamiche geopolitiche, commerciali e regolatorie, con un equilibrio che può modificarsi rapidamente in presenza di nuove crisi o restrizioni.
Anna Maria Boidi
































































