Secondo i dati WorldAcd Market Data, che elabora settimanalmente oltre 500mila transazioni, nella settimana dal 9 al 15 marzo 2026 le tariffe medie globali full-market del trasporto aereo delle merci sono aumentate del 10% rispetto alla settimana precedente, portandosi a 2,67 dollari al chilo, comprensivi di supplementi. Il rialzo segue quello già marcato della settimana precedente, quando le tariffe erano aumentate dell'8%. Considerando solo le tariffe spot medie, l’aumento è ancora più accentuato, pari al 12% settimana su settimana, raggiungendo i 3,19 dollari al chilo, con un rialzo del 22% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A trainare i picchi più elevati sono state le origini dall'area Medio Oriente e Asia Meridionale (Mesa), dove le tariffe spot sono balzate di un ulteriore 22% su base settimanale, toccando i 4,37 dollari al chilo e segnando un incremento del 58% su base annua.
I volumi mondiali hanno registrato un aumento del +4% su base settimanale, grazie alla prosecuzione del recupero post Capodanno lunare nell'area Asia Pacifico (+5% su base settimanale) e al parziale ritorno dei volumi dalle origini Mesa (+30% su base settimanale). Su base annua, tuttavia, i tonnellaggi globali restano ancora in calo del 7%.
La ripresa dal Mesa segue il crollo della settimana precedente, quando la capacità dalla regione era collassata del 50% su base settimanale e i volumi erano scesi del 33%. Nella settimana attuale, con la riapertura parziale di alcuni aeroporti e spazi aerei e il ricorso a rotte alternative che aggirano le aree ristrette, la capacità è tornata a crescere del +35% su base settimanale, consentendo un rimbalzo dei tonnellaggi del 30% su base settimanale. In particolare, i volumi dai Paesi del Golfo hanno registrato un'impennata del 74% su base settimanale dopo il -65% della settimana precedente, pur restando ancora intorno al 50% al di sotto dei livelli pre-bellici, con riferimento alla settimana dal 16 al 22 febbraio. Le tariffe spot medie dai Paesi del Golfo sono salite di un ulteriore 22% su base settimanale, a 3,77 dollari al chilo, ponendosi circa il 56% al di sopra del livello pre-guerra.
Anche i tonnellaggi dall'Asia Meridionale, tradizionalmente dipendenti dalla capacità dei vettori del Golfo, hanno parzialmente recuperato con un +24% su base settimanale, pur restando ancora il 20% sotto i livelli pre-bellici. Le tariffe spot dall'Asia Meridionale hanno registrato un balzo del 24% su base settimanale, a 3,54 dollari al chilo, con un rialzo superiore al 60% in sole due settimane.
Guardando ai flussi su specifiche direttrici dal Mesa, i volumi verso l'Europa sono rimbalzati del 27% su base settimanale, ma restano ancora il 20% sotto i livelli pre-bellici e il 9% al di sotto dei valori dello stesso periodo dell'anno scorso. I tonnellaggi da Dubai hanno recuperato fortemente, con un +67% su base settimanale dopo il calo del 39% della settimana precedente, pur rimanendo il 30% sotto i livelli pre-bellici di riferimento.
Le tariffe spot dalle origini Mesa verso l'Europa sono ulteriormente aumentate del 21% su base settimanale, dopo il già consistente +60% della settimana precedente, portandosi al 70% sopra i valori dell'anno scorso e quasi al doppio del livello pre-guerra. Le tariffe da Dubai sono salite di un ulteriore 9% su base settimanale dopo il balzo del 90% della settimana precedente, raggiungendo i 3,93 dollari al chilo: più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025 e rispetto ai valori pre-bellici.
Andamento analogo sulla direttrice Mesa verso gli Usa, dove i volumi sono cresciuti del 22% su base settimanale, pur restando il 20% sotto i livelli pre-bellici, ma solo il 2% al di sotto dei valori dello stesso periodo dell'anno precedente. Le tariffe spot dalle origini Mesa verso gli Usa sono salite di un ulteriore 25% su base settimanale, dopo il +30% della settimana precedente, portandosi al 50% sopra i livelli dell'anno scorso e oltre il 65% sopra i valori pre-guerra. Le tariffe da Dubai verso gli Usa hanno segnato un nuovo forte rialzo, con un +56% su base settimanale a 8,46 dollari al chilo, dopo il quasi +50% della settimana precedente: 2,5 volte i livelli dell'anno scorso e superiori ai valori pre-bellici.
Sul fronte operativo, alla fine della seconda settimana di marzo si sono registrate ulteriori restrizioni alla capacità da e per gli Emirati Arabi Uniti, dove attualmente solo i vettori con base negli Emirati sono autorizzati ad operare, a seguito di un attacco con droni a un terminal del carburante che ha gravemente limitato la disponibilità di carburante per l'aviazione. Qatar Airways Cargo, il principale vettore merci aereo internazionale al mondo, ha invece annunciato il 19 marzo la ripresa di selezionate operazioni cargo da e per Doha, sospese nelle tre settimane precedenti, pur continuando a operare alcuni servizi limitati fuori dallo scalo qatariano.
La disponibilità e il prezzo del carburante per l'aviazione sono diventati un fattore determinante nelle ultime settimane. Il blocco effettivo dello Stretto di Hormuz ha spinto un ulteriore rialzo dell'11% su base settimanale dei prezzi del carburante, che si trovano ora a quasi il doppio (+94%) dei valori pre-bellici. Questa dinamica ha indotto i vettori ad applicare supplementi aggiuntivi per il carburante e, in alcuni casi, supplementi per il rischio di guerra, contribuendo all'ulteriore crescita delle tariffe complessive.
Al di fuori dell'area di crisi, i tonnellaggi da e verso le origini Asia Pacifico hanno continuato a recuperare dopo i rallentamenti legati al Capodanno lunare di febbraio, nonostante la perdita di una parte della capacità normalmente operata dai grandi vettori del Golfo. I volumi dalle origini Asia Pacifico sono cresciuti di un ulteriore 5% su base settimanale, portandosi circa il 30% sopra i livelli della settimana dell’inizio del Capodanno lunare), pur restando ancora il 12% al di sotto dei valori pre-festività. Le tariffe spot hanno registrato un +9% su base settimanale, a 3,94 dollari al chilo, con un incremento del 12% su base annua.
Sulla direttrice Asia Pacifico verso gli Usa, i volumi sono cresciuti leggermente (+3%) dopo il balzo del 17% della settimana precedente, con forti recuperi settimanali da Cina e Hong Kong, riportando i tonnellaggi a livelli solo lievemente inferiori (-4%) a quelli dello stesso periodo del 2025. Anche le tariffe spot sono salite con vigore, con un +8% su base settimanale che ha coinvolto tutte le principali origini della regione ad eccezione del Giappone (-2%).
Per la direttrice Asia Pacifico verso l'Europa, i volumi sono aumentati di un ulteriore 5% su base settimanale dopo il +17% della settimana precedente, sempre sostenuti dal recupero post Capodanno lunare. Nonostante il recupero recente, i volumi restano il 12% sotto i livelli equivalenti dell'anno scorso, anche se il confronto è complicato dalla diversa collocazione temporale del Capodanno lunare nel 2025. Le tariffe spot dall'Asia Pacifico verso l'Europa risentono in misura più accentuata della crisi mediorientale rispetto a quelle sulla direttrice verso gli Usa, registrando un +13% su base settimanale dopo il +12% della settimana precedente. Tutte le principali origini dell'Asia Pacifico hanno visto tariffe in rialzo verso l'Europa, con incrementi più contenuti da Singapore (+1%) e Corea del Sud (+3%) rispetto agli altri grandi mercati di origine della regione.






































































