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Estradizione da Italia a Usa per cartello cargo aereo


Il meccanismo giudiziario attivato dai magistrati statunitensi verso ventidue compagnie aeree di tutto il mondo accusate di avere attuato un cartello dei prezzi nel trasporto aereo delle merci dal 1999 al 2006 continua a funzionare inesorabilmente. Finora i giudici hanno comminato sanzioni alle compagnie coinvolte per oltre 1,8 miliardi di dollari e hanno condannato al carcere sette dirigenti, dei ventuno posti sotto inchiesta. Il 13 gennaio 2020 è comparsa davanti a un magistrato di Atlanta un'altra indagata: l'olandese Maria Christina "Meta" Ullings, ex vice-presidente senior delle vendite e del marketing di Martinair. È accusata di avere partecipato alle attività del cartello da gennaio 2001 a febbraio 2006 ed era latitante per le Autorità statunitensi da dieci anni.
Probabilmente Ullings era convinta di essere al sicuro in Europa, perché nel luglio del 2019 ha compiuto un viaggio in Sicilia, ma la Fbi e l'Antitrust statunitense la tenevano sotto controllo e hanno chiesto prima l'arresto e poi l'estradizione alle Autorità italiane. La donne si è opposta a quest'ultima ricorrendo fino in Appello, ma i giudici di Palermo hanno ritenuta legittima la richiesta statunitense e i primi giorni di gennaio Maria Christina "Meta" Ullings ha attraversato l'Atlantico per finire nelle mani del Tribunale distrettuale della Georgia per il suo processo. Commentando la notizia, il vice procuratore generale Makan Delrahim della Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia ha affermato che "questa sentenza di estradizione dei tribunali italiani - il settimo Paese a estradare un imputato in un caso della Divisione Antitrust negli ultimi anni, e il secondo a farlo sulla base di un'accusa di antitrust - dimostra che coloro che violano le leggi antitrust statunitensi e cercano di eludere la giustizia non troveranno un posto dove nascondersi. La Divisione apprezza la collaborazione delle autorità italiane in questa materia".
Ullings è accusata di aver violato lo Sherman Act, che prevede una pena massima di dieci anni di carcere e una multa di un milione di dollari, che può essere aumentata fino al doppio del guadagno derivante dal reato o al doppio della perdita subita dalle vittime del reato, se uno di questi due importi è superiore alla multa massima prevista dalla Legge. Il cartello sul cargo aereo aveva stabilito alcuni sovrapprezzi tra le compagnie aeree, tra cui quelli relativi alla sicurezza. Anche la Commissione Europa ha attivato una procedura antitrust per questo cartello, infliggendo a undici compagnie aeree una multa di 776 milioni di euro.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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