Il primo intervento sul fermo nazionale dell’autotrasporto merci proclamato da TrasportoUnito arriva dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi, che ha chiesto all’associazione di revocare o riformulare l’iniziativa prevista dalle ore 0.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile 2026. Alla base della mobilitazione degli autotrasportatori c’è l’aumento del costo del carburante, con il gasolio oltre i due euro al litro, ritenuto insostenibile per l’equilibrio economico delle imprese. La protesta ha portata nazionale e riguarda l’intero sistema del trasporto merci su gomma.
La Commissione contesta due aspetti della proclamazione del fermo. Il primo riguarda il mancato rispetto dei tempi di preavviso previsti dalla Legge 146/1990, necessari per consentire l’organizzazione dei servizi minimi e la gestione degli impatti su utenti e imprese. Il secondo riguarda il principio di “rarefazione oggettiva”, che limita la concentrazione temporale degli scioperi nello stesso settore per evitare effetti cumulativi sui servizi essenziali. In questo caso, il fermo nazionale si colloca a ridosso di altre iniziative, configurando una possibile violazione del quadro regolatorio.
TrasportoUnito motiva il fermo con una situazione definita di emergenza per il settore. L’associazione segnala margini operativi sempre più ridotti, difficoltà nel trasferire gli aumenti sui committenti e una pressione crescente sui bilanci delle imprese, in particolare di piccola e media dimensione. Il caro carburante viene indicato come fattore determinante, in un contesto già segnato da costi operativi elevati e forte concorrenza.

































































