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Cronaca

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    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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    Le rotte europee spingono i noli container

    Il World Container Index di Drewry sale del 3% a 4.485 dollari per container da 40 piedi, trainato dall'Asia-Europa, dove i noli spot medi tornano a crescere dopo tredici settimane di calo. Sul transpacifico Los Angeles guadagna il 3%, New York cede l'1%.

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    Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Dal primo trimestre del 2027 Rhenus concentrerà nell'Interporto di Padova trasporto nazionale e internazionale, spedizioni e magazzinaggio, su 10mila metri quadrati. Due magazzini attuali confluiranno nel nuovo sito, mentre a Dubai ha aperto un ufficio dedicato alla logistica umanitaria.

    Condanne in primo grado per il crollo del Ponte Morandi

    • Il Tribunale di Genova ha condannato in primo grado l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci a dodici anni di reclusione per il crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018, costato la vita a 43 persone. La Procura aveva chiesto diciotto anni e sei mesi.
    • Condanne minori per altri dirigenti: cinque anni all'ex responsabile della vigilanza ministeriale Mauro Coletta, undici anni per l'ex dirigente Aspi Michele Donferri Mitelli, cinque anni e sei mesi per l'ex numero due di Aspi Paolo Berti e per l'ex amministratore delegato di Spea Antonino Galatà.
    • Le società Aspi e Spea sono uscite dal processo con un patteggiamento da 30 milioni di euro. Castellucci, già detenuto per la condanna definitiva a sei anni per il disastro del viadotto di Acqualonga del 2013, potrà ora presentare appello contro la sentenza di primo grado.

     

    Il Tribunale di Genova ha condannato in primo grado, con sentenza pronunciata il 16 luglio 2026, Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia (Aspi) al momento del crollo del ponte Morandi, a dodici anni di reclusione per crollo colposo e omicidio stradale ed assorbito il reato di omicidio colposo semplice. La sentenza arriva al termine di un dibattimento durato quattro anni e a quasi otto anni dal disastro del viadotto Polcevera, sull'autostrada A10, costato la vita a 43 persone il 14 agosto 2018. La Procura aveva chiesto diciotto anni e sei mesi, calcolati partendo dalla pena massima prevista per l'omicidio stradale riferita alla vittima più giovane e aumentata per ciascuno degli altri 42 morti in base al meccanismo della continuazione.

    Tra gli altri imputati di vertice, il tribunale ha condannato a undici anni Michele Donferri Mitelli, all'epoca responsabile delle manutenzioni di Aspi, a fronte di una richiesta di quindici anni e sei mesi. Cinque anni e sei mesi sono andati a Paolo Berti, ex numero due della concessionaria, e ad Antonino Galatà, ex amministratore delegato di Spea, la società di ingegneria all'epoca controllata da Aspi e incaricata del controllo strutturale del viadotto. Cinque anni, infine, per Mauro Coletta, che dirigeva la vigilanza del ministero dei Trasporti sulle concessioni autostradali: per lui la procura aveva chiesto dieci anni.

    Il crollo, avvenuto alle 11.36 del 14 agosto 2018, è stato attribuito dall'accusa alla rottura per corrosione di uno degli stralli della pila 9, i tiranti diagonali in acciaio che sostenevano l'impalcato. Le difese hanno sostenuto invece l'esistenza di un vizio occulto nella costruzione originaria dell'opera, non individuabile con le ispezioni ordinarie. Lo stesso progettista del viadotto, Riccardo Morandi, aveva segnalato già nel 1979 e nel 1981 la necessità di controlli costanti sulla struttura, che riteneva soggetta a un degrado più rapido del previsto.

    Al centro dell'impianto accusatorio la gestione delle manutenzioni: secondo la procura, i vertici di Aspi avrebbero ritardato il progetto di rinforzo della pila 9 per contenere i costi, mentre il ministero non avrebbe esercitato i controlli dovuti sulla concessionaria. Gli atti del processo indicano che nei vent'anni di gestione pubblica del ponte, prima della privatizzazione, la manutenzione straordinaria era costata in media 1,3 milioni di euro l'anno, scesi a 24mila euro l'anno sotto la gestione privata. Una differenza che la Procura ha posto al centro della propria ricostruzione delle responsabilità gestionali.

    Il processo, condotto dalla Procura di Genova con i pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi (subentrato a Massimo Terrile, deceduto durante il dibattimento), è iniziato il 7 luglio 2022 e si è concluso dopo 284 udienze dibattimentali. I 57 imputati iniziali comprendevano ex vertici e tecnici di Aspi e Spea insieme a dirigenti ed ex dirigenti del ministero dei Trasporti e del Provveditorato alle Opere Pubbliche, mentre le due società, Aspi e Spea, erano uscite dal procedimento con un patteggiamento da 30 milioni di euro. Castellucci, alla guida di Aspi dal 2005 al 2019, sconta già una condanna definitiva a sei anni per il crollo del viadotto di Acqualonga, ad Avellino, dove nel 2013 un autobus precipitò causando 40 morti ed è detenuto nel carcere milanese di Opera, dove nel 2029 potrà chiedere l'accesso a misure alternative alla pena. La sentenza di oggi, non definitiva, è appellabile da tutte le parti.

    P.R.

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