Il gruppo ferroviario pubblico francese Sncf sta valutando la cessione di una quota minoritaria di Rail Logistics Europe (Rle), la propria divisione dedicata al trasporto merci ferroviario e ai servizi logistici connessi. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'operazione potrebbe valorizzare l'assetto fino a 800 milioni di euro, con la banca d'affari Lazard incaricata di esplorare le opzioni disponibili. La quota esatta in vendita non è ancora stata definita: le fonti indicano che Sncf non ha ancora preso una decisione finale sulla percentuale da cedere e che il dossier si trova ancora in una fase esplorativa, con diverse opzioni al vaglio. L'interesse per Rle, stando alle "persone informate sui fatti" citate da Bloomberg riguarderebbe operatori di primo piano come il gruppo di navigazione Cma Cgm, il danese Maersk e il gruppo di logistica integrata Dsv. Nessuno dei tre ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito.
Rail Logistics Europe è il risultato di una profonda ristrutturazione del comparto merci di Sncf, avviata in risposta alla procedura della Commissione Europea sugli aiuti di Stato. Bruxelles ha accertato che i sostegni pubblici ricevuti da Fret Sncf costituivano aiuti incompatibili con le norme comunitarie, richiedendo rimedi per evitare il rimborso di circa 5,3 miliardi di euro. Il piano concordato con la Commissione ha portato alla creazione di due nuove società operative, Hexafret e Technis, che dal 1° gennaio 2025 hanno rilevato rispettivamente le attività commerciali e di manutenzione del materiale rotabile di Fret Sncf.
Il perimetro attuale di Rle comprende sei marchi. Hexafret gestisce le operazioni di trasporto ferroviario merci sul territorio francese, mentre Technis si occupa della manutenzione del parco rotabile. Captrain è il vettore ferroviario del gruppo attivo in diversi Paesi europei. Forwardis opera come progettista e gestore di soluzioni di trasporto ferroviario e multimodale. Naviland Cargo è specializzata nel trasporto intermodale di container da porta a porta. Viia gestisce le cosiddette autostrade ferroviarie, ovvero i servizi combinati strada-rotaia ad alta frequenza che collegano Francia, Spagna e Italia. Per il 2025, l'obiettivo di fatturato complessivo del gruppo è indicato intorno a 1,9 miliardi di euro, una dimensione industriale che colloca Rle tra i principali operatori del trasporto merci ferroviario in Europa.
La cessione in esame è una partecipazione di minoranza: le fonti sono concordi nel definire l'operazione come uno "stake sale", escludendo sia una privatizzazione totale sia un trasferimento del controllo. L'obiettivo dichiarato è la valorizzazione di un assetto appena ristrutturato, con la possibilità di attrarre un socio strategico o finanziario che porti sinergie commerciali e accesso a reti logistiche più ampie. Analisi come quella pubblicata il 31 marzo 2026 da TrustFinance inseriscono l'operazione nel quadro più ampio delle esigenze di Sncf di razionalizzare il portafoglio e contenere il debito, in un contesto di vincoli di spesa pubblica e di rilevanti investimenti necessari per la transizione ecologica della rete.
Per Cma Cgm, un ingresso nel capitale di Rle s'inserirebbe coerentemente nella strategia di integrazione verticale che il gruppo armatoriale francese, controllato dalla famiglia Saadé, persegue da alcuni anni. Dopo l'acquisizione di Ceva Logistics e poi di Bolloré Logistics, Cma Cgm ha rafforzato la propria presenza nell'intermodale ferroviario con l'acquisizione di Freightliner Uk Intermodal Logistics, operatore chiave nel segmento intermodale britannico, con accordo annunciato nel 2025 e chiusura dell'operazione prevista a inizio 2026. Il controllo, anche parziale, di un'infrastruttura ferroviaria merci di scala europea come Rle consentirebbe al gruppo di completare la catena mare-ferro-gomma per i propri servizi integrati. Analoga logica vale per Maersk e Dsv, entrambi impegnati nello sviluppo di soluzioni end-to-end sul mercato europeo. Per questi operatori, Rle rappresenta un accesso privilegiato al mercato ferroviario francese, con assetti rilevanti in termini di tracce ferroviarie, terminal, esperienza tecnica e portafoglio clienti.
La dimensione geografica dell'operazione supera i confini francesi. Sebbene Hexafret e Technis siano concepiti come operatori nazionali, nati per garantire continuità alle attività ex Fret Sncf nel rispetto degli impegni con la Commissione Europea, le altre componenti di Rle — Captrain, Naviland Cargo e Viia — hanno una proiezione europea consolidata, con presenza diretta nei principali corridoi merci del continente.
Il quadro regolatorio resta un elemento centrale della questione. La ristrutturazione di Fret Sncf è stata concordata con la Commissione Europea e qualsiasi ingresso di nuovi soci in Rle potrebbe attirare l'attenzione delle Autorità antitrust, in particolare se il futuro socio fosse uno degli operatori globali più grandi. Sul fronte politico e sindacale, la prospettiva di un socio privato nel capitale della divisione merci di un gruppo ferroviario pubblico tocca temi di sovranità industriale, controllo degli assetti strategici e tutela dell'occupazione. Il precedente della ristrutturazione imposta dalla Commissione a Fret Sncf ha già alimentato un dibattito acceso in Francia su ruolo dello Stato e condizioni del lavoro nel settore.







































































