Un’indagine coordinata dalla Procura di Catania e condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza etnea ha portato all’esecuzione di misure cautelari personali e reali nell’ambito di una presunta frode sulle accise e sull’Iva applicate ai carburanti. La Procura precisa che il procedimento riguarda sette indagati e ha portato a misure personali nei confronti di cinque di loro, ritenuti a vario titolo responsabili del reato continuato di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise su prodotti energetici . Al centro della ricostruzione investigativa c’è un imprenditore di Adrano attivo nel trasporto su gomma e nella logistica.
Secondo la Procura, l’uomo avrebbe attuato, insieme ad altri quattro soggetti, un sistema illecito per rifornirsi d’ingenti spedizioni di gasolio in totale evasione di Iva e accise, destinandole alla propria attività commerciale e ottenendo così prezzi di acquisto fortemente concorrenziali e rilevanti risparmi fiscali. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe amministratore di diritto e o di fatto di alcune imprese operanti ad Adrano nel settore dei trasporti.
La prima direttrice della frode riguardava l’approvvigionamento di gasolio presso tre raffinerie dell’Est Europa. Il carburante sarebbe stato introdotto in Italia su gomma e su rotaia, anche con l’intermediazione di un italiano titolare della società inglese Oil & Oil Trading, utilizzando documentazione di accompagnamento falsamente riferita a un prodotto esente da imposte, indicato come "liquido bio anticorrosivo" . I viaggi per il recupero e l’introduzione del carburante nel territorio nazionale sarebbero stati effettuati più volte da tre autisti.
La seconda direttrice contestata riguarda invece il gasolio agricolo agevolato. Secondo la ricostruzione investigativa, l’imprenditore catanese si sarebbe rifornito di questo prodotto attraverso il supporto del gestore di un deposito di prodotti energetici in provincia di Enna. Il carburante, che gode di Iva al 10% invece che al 22% e di accise inferiori rispetto al gasolio per autotrazione, sarebbe stato poi impiegato per alimentare i camion delle imprese di trasporto, pur essendo destinato all’uso agricolo. La fornitura sarebbe stata formalmente fatturata a una cooperativa agricola di Biancavilla, che secondo gli inquirenti avrebbe svolto una funzione di copertura documentale.
Nel corso delle indagini, svolte con il supporto operativo dei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Padova, Ravenna e Udine e della Compagnia di Tolmezzo, sono stati sequestrati circa 143mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburanti, se mezzi tra tank container, trattori stradali e semirimorchi, oltre a 58 cisterne cubiche o fuori terra, pompe di sollevamento e pistole erogatrici. È un dato che rafforza l’ipotesi di una struttura operativa stabile e attrezzata. Il valore patrimoniale di questo sequestro ammonta a oltre 235mila euro.
Il provvedimento ha riguardato le imprese di autotrasporto Tir International, Logistica Zero e New Logistica, tutte con sede ad Adrano e amministrate dall’imprenditore indagato. La Procura precisa che Tir International è stata destinataria anche di sequestro per responsabilità amministrativa dell’ente, in quanto società nel cui interesse e vantaggio sarebbe stato attuato il sistema illecito. La Procura ha imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria di due indagati, mentre altri tre sono stati colpiti dal divieto di esercitare attività di impresa.



































































