Il ministero dei Trasporti è intervenuto sull’organizzazione delle revisioni dei mezzi pesanti con la circolare del 21 gennaio 2026, numero 1892. Il provvedimento riguarda in particolare rimorchi e semirimorchi delle categorie O3 e O4 e fornisce indicazioni operative agli Uffici della Motorizzazione civile per la gestione delle sedute, in un contesto di allungamento dei tempi di attesa e di rafforzamento dei controlli tecnici. La misura si applica sull’intero territorio nazionale e coinvolge direttamente imprese di autotrasporto merci, officine e centri autorizzati alle revisioni dei veicoli oltre 3,5 tonnellate. L’obiettivo è razionalizzare la programmazione delle sedute per far fronte all’aumento delle richieste e garantire il rispetto delle scadenze di Legge, evitando difficoltà operative per le flotte che utilizzano in modo intensivo rimorchi e semirimorchi pesanti.
La circolare interviene in una fase di particolare pressione sul sistema delle revisioni. Dal 2026, infatti, si registra un progressivo inasprimento dei controlli tecnici, con maggiore attenzione alle prove su freni, alle emissioni e alla correttezza della documentazione di revisione. Questo irrigidimento delle verifiche, pur finalizzato a elevare i livelli di sicurezza e conformità, ha contribuito ad aumentare la durata delle operazioni e a generare code nelle prenotazioni.
La circolare 1892 fornisce indirizzi organizzativi agli Uffici della Motorizzazione Civile, chiamati a programmare le sedute in modo più efficiente e coerente con il carico di domande. L’intento è riequilibrare le agende, ridurre i colli di bottiglia e assicurare una distribuzione più ordinata delle revisioni nel corso dell’anno. Per le imprese, ciò si traduce nella necessità di pianificare con maggiore anticipo le scadenze, integrando la revisione dei rimorchi nella programmazione ordinaria delle attività di flotta.
Un ulteriore elemento di contesto è rappresentato dal rafforzamento dei controlli tecnici. Le verifiche su impianti frenanti ed emissioni richiedono procedure più strutturate e una tracciabilità documentale accurata. Questo comporta tempi tecnici più lunghi per ciascun veicolo sottoposto a revisione e una maggiore responsabilizzazione sia dei centri autorizzati sia degli operatori economici, chiamati a presentare mezzi pienamente conformi. L’allungamento dei tempi di attesa può tradursi in costi indiretti per le imprese di autotrasporto. Un rimorchio fermo in attesa di revisione non genera ricavi ma continua a produrre costi fissi, dall’ammortamento all’assicurazione.
L’intervento del ministero dei Trasporti vuole dunque a contenere queste criticità attraverso una migliore organizzazione delle sedute, senza modificare le cadenze di revisione previste dalla normativa vigente. Resta fermo l’obbligo di sottoporre i rimorchi a controllo secondo le tempistiche stabilite, ma viene richiesto agli Uffici territoriali uno sforzo di coordinamento per rendere il sistema più fluido.






























































