Veicoli semi-autonomi nel Porto di Amburgo
La Hamburg Port Authority ha avviato il progetto iPortus con l’obiettivo d’integrare in modo sicuro e scalabile unità di superficie semi-autonome, controllate da remoto e a basse emissioni nelle operazioni ordinarie del porto di Amburgo. L’iniziativa vuole portare questa tecnologia dalla fase sperimentale all’uso quotidiano nel traffico portuale. Il progetto è sostenuto da circa 1,7 milioni di euro nell’ambito del programma Ihatec II. Il consorzio riunisce Hamburg Port Authority , Fraunhofer Center for Maritime Logistics and Services e Kongsberg Maritime Germany. Le attività si concentrano sulla sicurezza nautica e sulla cibersicurezza, sull’aumento del livello di autonomia dei sistemi impiegati e sulla loro integrazione con un centro di controllo remoto. Il progetto prevede anche la definizione di elementi regolatori utili ai processi autorizzativi e allo sviluppo di modelli operativi economicamente sostenibili per le unità autonome nei porti tedeschi. Il primo incontro operativo del consorzio è previsto per il 26 gennaio 2026 presso Fraunhofer Cml.
Volo cargo tra Cina e Budapest
China Cargo Airlines ha avviato un nuovo collegamento merci tra Chongqing e Budapest operato con un Boeing 777F, con tre frequenze settimanali, rafforzando i flussi logistici tra Cina ed Europa. La rotta rappresenta il secondo servizio internazionale tutto merci lanciato da Chongqing nel 2026 ed è destinato principalmente al commercio elettronico transfrontaliero e ai prodotti informatici manifatturieri locali. La compagnia dispone di una flotta di 18 Boeing 777F e prevede la consegna di altri due aeromobili dello stesso tipo. Nel 2024, China Cargo Airlines aveva già attivato collegamenti tra Shanghai e Budapest con tre voli settimanali operati con Boeing 777F. Nel novembre 2025 Worldwide Flight Services ha inoltre firmato un nuovo contratto di assistenza con il vettore in occasione della ripresa dei voli cargo su Parigi Charles de Gaulle, entrato in vigore con il primo servizio programmato del 20 novembre.
Riapertura della ferrovia a Carentan
La linea ferroviaria francese nei pressi di Carentan, chiusa a seguito dello svio di un treno merci avvenuto due settimane fa, riaprirà parzialmente intorno al 14 o 15 febbraio. Secondo quanto comunicato dal gestore dell’infrastruttura francese Sncf Réseau, saranno necessarie ulteriori sei settimane per il completo ripristino della circolazione. Le operazioni di bonifica e riparazione sono attualmente in corso nell’area interessata dall’incidente e riguardano la rimozione dei materiali e il ripristino dell’armamento ferroviario. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in 10 milioni di euro. La parziale riapertura consentirà una ripresa limitata del traffico ferroviario, con effetti diretti sulla continuità del trasporto merci nella regione. Il pieno ritorno all’operatività è subordinato al completamento degli interventi strutturali programmati.
Medlog rilancia terminal fluviale Dhaka
Medlog, società logistica del gruppo Msc, ha assunto la gestione del Pangaon Inland Container Terminal, terminal container fluviale a West Keraniganj nell’area metropolitana di Dhaka (Bangladesh), lungo il fiume Buriganga, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti interni e ridurre la pressione sui flussi stradali della capitale. Il sito è un terminal interno collegato a Dhaka via fiume e posto in prossimità dell’autostrada Dhaka–Mawa–Bhanga. La struttura è stata costruita nel 2013 dalla Chattogram Port Authority con un investimento di circa Tk 154–155 crore (circa 10,7–10,8 milioni di euro). L’operazione si basa su una concessione di 22 anni approvata dal Governo del Bangladesh. Il passaggio di gestione arriva dopo una fase di sottoutilizzo e perdite legate, tra le cause indicate, alla scarsità di navi fluviali container e a problemi gestionali. La capacità autorizzata o di progetto è indicata in circa 200mila teu l’anno, mentre nei piani comunicati da Msc e Medlog l’operatività viene indirizzata a circa 160mila teu l’anno dopo gli interventi programmati. Per il rilancio, Medlog ha previsto investimenti per circa 490 crore di taka (circa 34,1 milioni di euro), includendo l’installazione di due gru mobili e nuove attrezzature di movimentazione, l’impiego di navi e chiatte dedicate ai traffici interni e l’automazione dei processi di terminal per accelerare import, export e gestione documentale. Medlog vuole usare chiatte fluviali per connettere Pangaon con altri terminal interni e con i porti marittimi del paese, in primis Chattogram, spostando quote di traffico dalla gomma alle vie d’acqua. Nello stesso periodo Maersk, tramite Apm Terminals, ha ottenuto una concessione trentennale per costruire e gestire il Laldia Container Terminal a Chittagong, con effetti sulla capacità portuale complessiva del Bangladesh.
Marsa Maroc ordina 106 trattori portuali
Marsa Maroc ha fatto il più grande ordine singolo di trattrici portuali elettriche mai ricevuto da Terberg, con 106 unità destinate al nuovo terminal container di Nador West Med, la cui prima fase operativa è prevista all’inizio del 2027. La fornitura sarà realizzata da Terberg Special Vehicles, gruppo olandese con produzione nello stabilimento in Malesia, e rappresenta il più ampio contratto elettrico nella storia del costruttore. I veicoli saranno impiegati in un terminal in concessione a Marsa Maroc insieme a Terminal Investment Limited del gruppo Msc e a Cma Cgm, in un’infrastruttura che prevede 1.520 metri di banchina, fondali fino a 18 metri, 70 ettari di piazzali e una capacità a regime di 3,4 milioni di teu annui. I trattori adottano trazione completamente elettrica con pacchi batteria ad alta capacità, progettati per garantire autonomia su più turni senza ricariche frequenti, con prestazioni dichiarate almeno equivalenti alle versioni diesel. Il supporto post vendita e la manutenzione saranno assicurati dal distributore locale Spia Maroc, che dispone di oltre 500 tra ingegneri e tecnici. L’ordine si inserisce nella strategia di sostenibilità di Marsa Maroc, che punta a ridurre del 50% le emissioni di gas serra entro il 2030 e a sviluppare nuovi terminal progettati fin dall’origine per operazioni a basse emissioni.
Potenziamento ferroviario porto Livorno
Nel porto di Livorno sono stati consegnati i lavori di potenziamento del fascio ferroviario a quattro binari situato nella parte terminale di via Leonardo da Vinci, tra l’edificio della Guardia di Finanza e l’accesso stradale al varco Galvani. L’intervento comporta un investimento di 3,1 milioni di euro e consiste nell’estensione del fascio ferroviario fino a moduli di circa 600 metri. L’obiettivo è migliorare l’efficienza del terminal ferroviario portuale, consentendo la gestione di treni lunghi almeno 550 metri. La prima fase dei lavori dovrà concludersi entro il prossimo 30 giugno. Il finanziamento dell’opera rientra nel progetto Agro-Li, focalizzato sul miglioramento e sull’ammodernamento delle infrastrutture portuali dedicate all’accessibilità della filiera agroalimentare nel porto di Livorno. Il progetto ha ottenuto contributi del Pnrr del ministero dell’Agricoltura, nell’ambito del bando per lo sviluppo della logistica agroalimentare.
Ltm resta a Livorno
La situazione del Livorno Terminal Marittimo resterà sostanzialmente invariata per almeno altri dodici mesi dopo il rilascio di una nuova autorizzazione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Secondo l’avviso dell’ente, Livorno Terminal Marittimo – Autostrade Del Mare è autorizzata all’utilizzo di aree demaniali marittime per complessivi 81.124 mq, situate tra Darsena Uno e Calata Bengasi, per lo svolgimento di operazioni portuali. La società, riconducibile a Moby, aveva annunciato a inizio 2025 la rinuncia alla concessione in scadenza il 31 dicembre 2025, chiedendo di operare come soggetto ex articolo 16 del Codice della Navigazione. Tale richiesta, inizialmente respinta, è stata ora accolta in forma temporanea e limitata alle aree indicate, con scadenza fissata al 31 dicembre 2026. L’autorizzazione decorre dal 19 gennaio per le superfici già nella disponibilità di Ltm e dalla data di consegna per quelle precedentemente oggetto di subingresso a Lorenzini, pari a 18mila mq destinati a merce varia fino a fine 2025. Nelle scorse settimane l’interesse di altri operatori aveva indotto l’ente ad avviare una procedura comparativa, in vista del rilascio dal 2027 di una nuova concessione ex articolo 18. Secondo l’Autorità portuale, la riassegnazione provvisoria è avvenuta per garantire un utilizzo proficuo delle aree nelle more dell’affidamento pluriennale. Il presidente dell’ente, Davide Gariglio, ha dichiarato che l’intervento è stato finalizzato anche a sostenere la continuità occupazionale dei lavoratori di Ltm.










































































