Fra mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio 2026 i lavoratori di Captrain Italia, controllata dalla compagnia ferroviaria francese Sncf, stanno svolgendo uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. L’astensione è iniziata alle 16.01 del 14 gennaio e durerà fino alle 16.00 del 15 gennaio. La mobilitazione coinvolge il personale operativo impiegato nell’esercizio merci, con riferimento a macchinisti e figure polifunzionali impegnate nelle manovre e nelle attività collegate alla circolazione dei treni.
Al centro della protesta c’è l’organizzazione del lavoro, che il sindacalista della Filt-Cgil Giuseppe Santomauro descrive al Fatto Quotidiano come caratterizzata da turni considerati insostenibili e da un ricorso sistematico a meccanismi che comprimerebbero i riposi e renderebbero incerta la programmazione della vita privata. Il sindacalista spiega che “Captrain ha deciso unilateralmente di considerare i ferrovieri personale viaggiante, in sostanza equiparandoli all’autista di un autoarticolato. Ma i camionisti guidano quattro ore e mezza, si fermano, poi ripartono. Nell’arco di trenta ore si fermano molte volte. I ferrovieri non si fermano. Inoltre, le ore in cui i macchinisti non guidano non vengono considerate nel computo del monte ore. Così si arriva facilmente a un impegno da 16 o 17 ore. Si consideri che i macchinisti di Trenitalia lavorano otto ore e mezza comprese le soste, quasi la metà rispetto agli omologhi di Captrain”.






























































