Dhl Global Forwarding ha annunciato il 5 dicembre 2025 l’avvio del servizio di sdoganamento consolidato per le esportazioni negli Stati Uniti, pensato per sostenere le aziende attive nel commercio elettronico e nella vendita al dettaglio in una fase caratterizzata da dazi più elevati, procedure amministrative più articolate e requisiti di conformità più stringenti. La soluzione permette di riunire più spedizioni in un’unica dichiarazione doganale, con un processo semplificato che ha lo scopo di ridurre costi operativi e tempi di sdoganamento.
Secondo l’azienda, la progressiva evoluzione delle politiche tariffarie statunitensi sta incidendo in modo rilevante soprattutto sui beni di largo consumo. Molti importatori, in particolare quelli con volumi consistenti, stanno passando dagli ingressi de minimis alle dichiarazioni formali e informali, con un impatto diretto sulla gestione documentale. In questo scenario, la possibilità di consolidare le pratiche viene indicata come una leva per contenere le spese e limitare il rischio di non conformità. Greg Nichols, vicepresidente senior Global Customs di Dhl Global Forwarding, sottolinea che l’offerta è stata progettata per rendere più lineari i flussi in entrata senza la necessità di configurazioni tecnologiche aggiuntive, un aspetto ritenuto rilevante nei periodi di picco come il Black Friday e le festività.
Il servizio arriva mentre i modelli commerciali internazionali stanno attraversando una fase di adattamento. I dazi statunitensi hanno raggiunto livelli che non si registravano dagli anni Trenta, mentre le previsioni di crescita del commercio nordamericano sono state ribassate dall’originario 2,7% all’1,5% annuo. Nel frattempo, molti retailer stanno diversificando l’approvvigionamento, incrementando l’uso delle condizioni delivered duty paid per semplificare le procedure transfrontaliere e adottando nuovi schemi di importazione verso gli Stati Uniti.
Il commercio elettronico continua intanto la propria espansione internazionale. L’E-Commerce Trends Report 2025 di Dhl stima che il valore globale del commercio elettronico transfrontaliero raggiungerà 4,81 trilioni di dollari (circa 4,43 trilioni di euro) entro il 2032. Tuttavia, oneri doganali inattesi e resi complessi restano tra i principali elementi che scoraggiano gli acquisti oltreconfine. Da qui la crescente necessità di processi di sdoganamento più trasparenti e prevedibili.



























































