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CIN ha acquistato Tirrenia

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Nella serata del 25 luglio 2011, l'amministratore delegato della Compagnia Italiana di Navigazione, Ettore Morace, ed il commissario straordinario di Tirrenia, Giancarlo D'Andrea, hanno firmato il contratto che sancisce la privatizzazione della compagnia di traghetti, dopo una procedura durata quasi due anni.

CIN ha vinto la seconda gara per l'assegnazione della Tirrenia, anche perché era rimasta l'unica concorrente. Me negli ultimi giorni l'operazione è stata in bilico, perché CIN aveva ritardato la firma del contratto, sostenendo anche che Tirrenia si sarebbe svalutata a causa della concorrenza attuata da Saremar (controllata dalla regione Sardegna) sulle rotte tra continente ed isola. Ora è completato anche l'ultimo passo formale, anche se per completare l'operazione bisogna attendere l'approvazione dell'Antitrsut italiane comunitaria.

Il contratto firmato il 25 luglio prevede il passaggio a Compagnia Italiana di Navigazione del marchio Tirrenia, di 18 traghetti e degli attuali collegamenti di Tirrenia (compresi quelli sovvenzionati) per una somma di 380 milioni di euro, che saranno pagati in diverse rate. Restano invece esclusi la compagnia regionale siciliana Siremar, i traghetti veloci (praticamente mai usati), gli immobili e le opere d'arte. CIN si è impegnata a mantenere tutti gli attuali dipendenti di Tirrenia ed a sostituire le navi più vecchie, nonché a migliorare la qualità del servizio e la rete commerciale.

La firma spiazza però la Regione Sardegna, che negli ultimi giorni aveva chiesto l'ingresso nel processo di privatizzazione, attraverso una quota del 25% nella nuova società e con possibilità di voto per quanto riguarda rotte, tariffe e frequenze per l'isola. Una proposta che non piaceva affatto ai vertici di CIN e che probabilmente li ha spinti a rompere gli indugi ed a firmare il contratto di cessione. Evento che a sua volta non è piaciuto al presidente della regione Sardegna, Cappellaci, che potrebbe avviare un ricorso contro la privatizzazione, appoggiandosi sulle norme relative alla continuità territoriale. Insomma, la vicenda potrebbe continuare in sede legale.

© TrasportoEuropa -  Riproduzione riservata
 
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