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Assagenti replica a Ciaccia su sviluppo porti

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Gli agenti marittimi genovesi guardano all'Europa per rilanciare il settore portuale e lo fanno proponendo non solo un tavolo tecnico di ascolto per il settore ma una task force a livello ministeriale. La proposta è stata lanciata in occasione della 67esima assemblea generale degli agenti in risposta al vice ministro Mario Ciaccia, che aveva auspicato l'avvio di un confronto per individuare nuove soluzioni per lo sviluppo della portualità.

Durante il suo intervento all'assemblea di Genova, il presidente uscente di Assagenti, Giovanni Cerruti (che dovrebbe lasciare l'incarico a Gian Enzo Duci) ha affermato: "I rappresentanti delle categorie del cluster marittimo devono avere l'obiettivo di fornire supporto e consulenza a 360 gradi non solo per le questioni nazionali, ma anche per ciò che si discute nell'ambito europeo, allo scopo di elevare il ruolo dell'Italia nelle sedi competenti".

La proposta nasce dalle riflessioni sul futuro della portualità a livello comunitario con l'intenzione della Commissione Europea, nelle parole del suo vice commissario Siim Kallas, di emanare entro i primi mesi del 2013 una direttiva per riformare il sistema dei porti, affrontando in particolare il tema della riduzione dei problemi amministrativi, della trasparenza dei finanziamenti e del riordino dei servizi portuali.

Anche l'Italia dovrà prendere atto degli indirizzi che arrivano da Bruxelles e sono destinati a riformare un settore che in Italia discute da ormai diversi anni di una rivisitazione della legge 84/1994. I punti principali su cui si concentra l'attenzione di Kallas sono la necessità di snellire le procedure amministrative e burocratiche delle Autorità Portuali, migliorare la trasparenza nei finanziamenti, evitare la distorsione nella concorrenza e incoraggiare gli investimenti privati su alcune infrastrutture principali attraverso forma di partenariato pubblico-privato.

Questi "stimoli esterni" aprono un barlume di speranza secondo gli agenti genovesi, nonostante rimanga evidente un disinteresse verso il settore anche da parte del governo Monti: "Dagli esponenti dell'amministrazione centrale - ha spiegato Cerruti nella sua relazione - è stata più volte ribadita l'intenzione di adottare misure urgenti per dare impulso ai principali settori produttivi del Paese. Ci aspettavamo che i porti e i trasporti fossero oggetto di azioni immediate ma al contrario, quelle pochissime iniziative governative che hanno toccato la nostra sfera di attività, sono state a dir poco sconcertanti". Il riferimento va soprattutto all'abolizione di alcuni articoli della legge professionale del raccomandatario marittimo (legge 135/77), all'attuale decreto "salva coste" dei ministri Passera e Clini, alla disciplina dei costi minimi dell'autotrasporto, alla mancata semplificazione delle normative doganali, fino alla recente sentenza dell'Antitrust. Cerruti su questo punto non poteva non soffermarsi: "È una vicenda che ci ha avvilito molto e che rischia di minare il fragile equilibrio delle aziende sanzionate, già provate dalla crisi del settore".

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata

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