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Automazione spinta al nuovo terminal container di Vado Ligure

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Paolo Cornetto, amministratore delegato di Apm Terminals Vado Ligure, spiega che la nuova infrastruttura garantirà un ciclo terminal per i camion di trenta minuti.


Savona Vado Ligure  bacino e radaIl nuovo terminal container in costruzione a Vado Ligure entrerà in attività (almeno con un primo accosto da 400 metri) nel terzo trimestre del 2019 e fra le particolarità avrà quella di essere il primo in Italia a godere di un'automazione spinta. Quella che fino a qualche anno fa veniva definita Piattaforma Maersk, ma dove sono recentemente entrati con una partecipazione del 49% i cinesi di Cosco e di Qingdao Port, sarà la prima nel nostro Paese a disporre di uno yard (attività di piazzale) completamente automatizzato grazie a 21 gru Automated RMG, mentre personale sarà ancora impiegato per condurre le gru di banchina (cinque in totale) e gli straddle carrier (che saranno una quarantina).
"In totale il terminalista investirà 150 milioni di euro di tasca propria, di cui 44 milioni destinati a lavori d'infrastrutturazione e il resto (poco più di 100 milioni, ndr) per macchinari e gru di piazzale a fronte di una concessione di 50 anni", spiega Paolo Cornetto, amministratore delegato di Apm Terminals Vado Ligure, ricordando che il terminal "si è posto come obiettivo quello di movimentare il 40% dei container da e per la piattaforma via treno". Molta attenzione sarà rivolta anche alla strada poiché "il terminal – prosegue Cornetto – avrà un gate d'ingresso dei mezzi completamente automatizzato (con una sorta di sistema Telepass) e l'obiettivo è quello di garantire ai camion un ciclo terminal (ingresso, sbarco del container, reimbarco e uscita, ndr) inizialmente di 45 minuti ma che, una volta che l'infrastruttura opererà a regime, verrà ridotto a 30 minuti".
Ad oggi l'avanzamento lavori della nuova infrastruttura portuale è arrivato al 56% e dopo l'estate del prossimo anno sarà avviata la prima fase operativa con un accosto da 450 metri e quattro gru ship to shore. Entro metà 2020, poi, sarà completata tutta l'infrastruttura e l'accosto sarà di 700 metri con pescaggi da oltre 17 metri per una capacità complessiva annua di 860mila teu.
In attesa dell'inizio delle attività sulla piattaforma, Apm Terminals da alcuni anni è già operativo al Reefer Terminal di Vado Ligure dove presto tornerà la frutta di Del Monte (soprattutto ananas e banane) sei anni dopo l'addio dato al porto di Savona per l'interruzione del rapporto con il Gruppo Orsero e il conseguente trasferimento del traffico al porto di Livorno (precisamente al Livorno Reefer Terminal). Paolo Cornetto conferma questo ritorno limitandosi a dire che "Del Monte dopo molti anni tornerà da noi" e l'ufficialità del nuovo accordo dovrebbe arrivare con una nota del gruppo probabilmente già questa settimana. L'ordine di grandezza del traffico dovrebbe attestarsi almeno sulle 50mila tonnellate annue di prodotti provenienti dal Sud America a bordo di navi portacontainer. Oltre alla frutta, il dirigente del terminal tiene a sottolineare che "Reefer Terminal continuerà a puntare anche sui traffici di rotabili e sul project cargo".

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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