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Bain Capital soccorre Bottiglieri

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Il fondo di private equity ha depositato un piano concordatario per Giuseppe Bottiglieri Shipping Company su cui dovranno esprimersi il tribunale e i creditori.


Bottiglieri nave pruaIl fondo di private equity statunitense Bain Capital è venuto in soccorso della Giuseppe Bottiglieri Shipping Company, società armatoriale che dallo scorso gennaio è stata ammessa dal Tribunale di Napoli al concordato preventivo in continuità. Il soggetto finanziario specializzato in acquisizioni, venture capital e investimenti alternativi ha depositato un piano concordatario condiviso con la famiglia Bottiglieri proprietaria della shipping company da sottoporre al Tribunale di Napoli e, se ritenuto valido, successivamente ai creditori.
Secondo fonti vicine al dossier (la società direttamente coinvolta non ha commentato) Bain Capital sarebbe pronta a mettere sul piatto circa 120 milioni di euro per rilevare l'intera esposizione finanziaria in mano agli istituti di credito che al 31 dicembre scorsa ammontava a poco meno di 400 milioni di euro. La flotta è invece composta da 15 navi e a bilancio ha un valore di poco inferiore ai 200 milioni. Gli istituti di credito maggiormente esposti sono Unicredit, Bper, Mps, Mps Capital Service, Banco di Napoli (Intesa Sanpaolo) e UBI banca (che controllano l'84% dell'esposizione verso le banche), cui si aggiungono anche Unicredit Luxembourg e Bnl (Bnp Paribas).
Cosa preveda il piano depositato da Bain e Bottiglieri non è ancora stato rivelato ufficialmente, ma dovrebbe ispirarsi al piano industriale 2016-2024 che già era stato sottoposto dalla società alle banche l'anno scorso, anche se con scarso successo. In estrema sintesi questo piano prevedeva: la continuità operativa con dieci navi bulk carrier, la vendita di quattro navi cisterna e della nave bulk carrier Bottiglieri Giulio Borriello, la ricapitalizzazione della società attraverso la conversione in strumenti finanziari partecipativi del finanziamento soci e del debito navale del ramo dry-bulk, il riscadenziamento del debito residuo fino al 2024 e naturalmente la conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182-bis con le banche finanziatrici.

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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