Il porto di Trieste torna al centro del dialogo tra Italia e Ungheria. Il 12 febbraio 2026, al ministero delle dei Trasporti a Roma, il viceministro Edoardo Rixi ha incontrato il viceministro ungherese degli Affari Esteri e del Commercio, Levente Magyar, per rafforzare la cooperazione nei settori della logistica, della connettività e degli investimenti infrastrutturali. Al centro del confronto l’investimento ungherese nel porto giuliano, con particolare riferimento al terminal di Noghere e all’area dell’ex raffineria di Aquilinia, a ridosso del Canale navigabile.
Secondo quanto comunicato dal ministero, è stato confermato il sostegno politico e finanziario allo sviluppo del terminal ungherese, considerato snodo strategico per i collegamenti tra Mediterraneo, Europa centro-orientale e Balcani. L’incontro ha ribadito la stretta collaborazione tra i due Paesi lungo un asse che punta a consolidare i flussi logistici tra il Mare Adriatico e il cuore industriale dell’Europa.
Nel corso del vertice è stato riaffermato il valore dell’impegno di Adria Port e il sostegno del Governo italiano alle opere in corso. Gli interventi di banchinamento e dragaggio sono finanziati con circa 45 milioni di euro e procedono secondo programma, con conclusione prevista entro agosto 2026. È inoltre in fase avanzata l’iter per l’assegnazione di ulteriori 10 milioni di euro destinati al completamento dei dragaggi, risorse ritenute necessarie per consentire l’attracco di navi di grandi dimensioni e lo sviluppo a regime del terminal ro-ro.
Il potenziamento delle banchine e dei fondali rappresenta una condizione tecnica per ampliare la capacità di accosto e incrementare la regolarità dei servizi marittimi, con ricadute sull’intermodalità ferroviaria verso l’Europa centro-orientale. Trieste, già integrata nei corridoi logistici europei, rafforza così il proprio ruolo di piattaforma di accesso ai mercati ungherese e balcanico, in un contesto di riorganizzazione delle catene di approvvigionamento.
Nel dialogo tra i due viceministri è emersa anche la dimensione più ampia della cooperazione lungo l’asse Adriatico–Europa centro-orientale, con attenzione ai corridoi logistici integrati e ai collegamenti con l’Ucraina. L’obiettivo condiviso è sostenere la resilienza delle catene di fornitura e contribuire ai processi di ricostruzione, attraverso infrastrutture in grado di garantire continuità e capacità adeguata ai flussi merci.











































































