La tassa di due euro sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro sui pacchi provenienti da extra-UE con valore inferiore a 150 euro starebbe producendo effetti contrari agli obiettivi dichiarati. Lo sostiene Confetra, che in una nota diffusa il 20 gennaio 2026 la definisce “un boomerang sotto tutti i punti di vista”. Secondo la confederazione del trasporto, il provvedimento, introdotto per tutelare la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese, non ha ridotto i flussi di merci, ma ne ha modificato le rotte penalizzando il sistema logistico nazionale.
Il tema è stato affrontato anche nel corso di un recente incontro con il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi. Il direttore generale di Confetra, Andrea Cappa, spiega che i produttori cinesi hanno reagito rapidamente dirottando le spedizioni verso aeroporti di altri Paesi europei dove la tassa non è in vigore. Le merci entrano poi comunque in Italia su strada, senza versare il contributo previsto, con un aumento dei traffici su gomma, un maggiore impatto ambientale e uno spostamento strutturale dei flussi verso hub esteri difficili da recuperare nel medio periodo.
Secondo Confetra, gli effetti sul sistema aeroportuale italiano sono già visibili. Dall’inizio di gennaio l’aeroporto di Malpensa ha perso oltre trenta voli, mentre il calo dei traffici legati a questo tipo di spedizioni viene definito rilevante. Parallelamente si registra un aumento dei transiti attraverso i valichi alpini, con ulteriori pressioni sulla viabilità e sull’ambiente. Per Confetra, misure non coordinate a livello europeo rischiano quindi di risultare inefficaci e di favorire altri sistemi logistici continentali a scapito di quello nazionale.
Il contributo si applica alle spedizioni di commercio elettronico provenienti da Paesi extra-europei con valore dichiarato fino a 150 euro, soglia al di sotto della quale le merci beneficiano di procedure doganali semplificate. L’obiettivo della misura è duplice: da un lato compensare i costi amministrativi e di controllo connessi all’elevato numero di piccoli invii, dall’altro riequilibrare la concorrenza con le imprese europee della moda e della distribuzione. In assenza di un’applicazione uniforme nell’Unione Europea, tuttavia, il prelievo tende a spostare i punti di ingresso delle merci senza incidere sui volumi complessivi.
Per questo Confetra ha proposto un emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare l’entrata in vigore della tassa a luglio, così da disporre del tempo necessario per costruire un coordinamento europeo. Secondo l’associazione, solo un approccio unitario a livello comunitario può rendere realmente efficace un intervento di questo tipo, evitando distorsioni competitive, spostamenti dei traffici e ricadute negative sul sistema logistico e produttivo italiano.





























































