Per anni elettrico e trasporto Adr sono stati considerati incompatibili. Oggi Man ribalta lo scenario con il primo camion elettrico omologato per il trasporto di merci pericolose, presentato al Gam di Mantova davanti ad autisti e imprenditori del settore. A spiegare la svolta è Marco, che introduce le principali novità tecniche del veicolo.
L’omologazione Adr, nelle varianti AT e FL, è stata ottenuta grazie a un sistema d’isolamento automatico della batteria che, a veicolo spento, chiude i contatti e separa l’energia dal resto del mezzo, superando il tradizionale concetto di staccabatteria. L’autonomia media si attesta intorno ai 500 chilometri, variabile in base a carico e missione, mentre la ricarica con colonnine ad alta potenza può richiedere poco più di un’ora. Le sei batterie da 80 kWh garantiscono 480 kWh complessivi e sono progettate per durare fino a otto anni, con possibilità di intervento sulle singole celle.
La guida cambia radicalmente: coppia costante da fermo, frenata rigenerativa modulabile e assenza di vibrazioni rendono l’esperienza fluida e silenziosa. I costi di manutenzione si riducono grazie all’assenza di cambi olio e filtri, pur mantenendo controlli su freni, differenziali e impianti. Dopo la prova su strada, le impressioni raccolte al Gam parlano di un mezzo lineare, confortevole e tecnicamente maturo, con qualche interrogativo legato alla programmazione delle ricariche nei servizi più complessi. Ma per molti operatori è già chiaro: l’elettrico in Adr non è più un’ipotesi, è una realtà destinata a crescere.










































































