La filiale francese del gruppo Ziegler, operatore logistico belga fondato nel 1908, è entrata in una fase di crisi acuta culminata il 2 marzo 2026 con l'apertura di una procedura di risanamento giudiziale (redressement judiciaire) da parte del Tribunale del Commercio di Lille Métropole. La decisione, registrata con il numero di pratica 2026/272, fissa retrospettivamente al 3 settembre 2024 la data di cessazione dei pagamenti, segno che le difficoltà affondano le radici ben prima dell'intervento del giudice.
Ziegler France, con sede legale a Roncq, nel dipartimento del Nord, impiega circa 1.400 persone e dispone di una rete di circa cinquanta agenzie distribuite su tutto il territorio nazionale, dall'Alsazia alla Bretagna, dalla Normandia ai Paesi della Loira. L'azienda è attiva nella messaggeria, nel trasporto a carico completo e nei servizi di trasporto e logistica internazionali. Il 3 marzo la direzione ha comunicato ufficialmente l'ingresso in procedura, annunciando l'avvio di un'analisi approfondita della situazione e l'intenzione di elaborare un piano di risanamento duraturo.
Il deterioramento dei conti è stato rapido e marcato. Dopo un 2023 ancora in positivo, le perdite di Ziegler France hanno raggiunto i 6 milioni di euro nel 2025. Il risultato operativo e il margine operativo lordo sono diventati negativi, mentre la tesoreria ha subito una pressione crescente sino a rendere insostenibile la situazione. La direzione ha citato esplicitamente un contesto generale complesso: l'aumento dei costi energetici e del carburante, la forte pressione concorrenziale e la perdita o il peggioramento di alcuni contratti chiave hanno eroso i margini in un settore già caratterizzato da una redditività strutturalmente contenuta. Sul fronte operativo, dipendenti di diversi siti hanno raccontato che già dall'estate 2025 l'azienda non riusciva a saldare i subappaltatori, con alcuni che hanno sospeso linee e servizi prima di riprendere parzialmente dopo l'apertura della procedura.
Alla crisi finanziaria si è sovrapposta una crisi industriale di rilievo. In diversi siti, i servizi di messaggeria e di trasporto hanno rallentato o si sono fermati, con camion quasi a vuoto in circolazione da mesi, in particolare in Bretagna e nell'Ovest. I clienti, di fronte ai disservizi, hanno progressivamente spostato i propri flussi verso altri operatori, aggravando il calo dei volumi e alimentando un circolo vizioso: meno traffico, maggiori difficoltà a coprire i costi fissi, ulteriore perdita di attrattività commerciale. L'agenzia di Theix-Noyalo, nel Morbihan, con circa quaranta dipendenti, è diventata uno dei simboli della mobilitazione, con manifestazioni ai cancelli e azioni visibili ai rond-point della zona industriale.
A Bayeux, in Normandia, dove un sito era stato recentemente inaugurato e ampliato, i lavoratori hanno descritto un clima di profonda incertezza: ufficialmente l'attività continuava, ma la preoccupazione per la sostenibilità a medio termine era palpabile. In Alsazia, secondo quanto riportato da L'Alsace, sono 170 i posti direttamente a rischio. Altri siti come Les Herbiers e Sainte-Luce-sur-Loire, in Vandea e Loira Atlantica, risultano operativi ma soggetti a possibili riorganizzazioni nell'ambito della procedura.
La crisi sociale ha assunto forme di crescente visibilità nelle settimane precedenti e successive all'apertura della procedura giudiziaria. I circa 1.400 dipendenti, riuniti nelle rappresentanze del personale in seno al Comitato sociale ed economico centrale, hanno chiesto chiarezza sulle intenzioni del gruppo e sul futuro dei siti. Dalle testimonianze raccolte dai media regionali, emerge la sensazione diffusa di essere stati abbandonati dalla direzione: i lavoratori denunciano la mancanza di comunicazione e l'assenza di una strategia chiara, e temono che, in assenza di un acquirente entro fine marzo 2026, si arrivi alla liquidazione giudiziale.
La direzione del gruppo ha attraversato un momento di discontinuità proprio nel pieno della spirale negativa della filiale francese. A fine gennaio 2026, Ziegler ha annunciato l'uscita a sorpresa della direttrice generale Diane Govaerts, sostituita da Lee Marshall, già responsabile delle operazioni nel Regno Unito. Il cambio di vertice, avvenuto in un momento delicato, ha alimentato interrogativi sul riposizionamento strategico del gruppo in Francia e sull'effettiva disponibilità della Casa madre belga a sostenere la filiale.
Il Tribunale di Commercio di Lille ha designato almeno due amministratori giudiziari, nella persona di Maître Laurent Miquel e Maître Vincent Labis, con il compito di affiancare la direzione nella prosecuzione dell'attività, nell'analisi della situazione economico-finanziaria e nella preparazione del piano di salvataggio. La fase di osservazione in corso consente all'azienda di operare con la protezione dai creditori, ma la scadenza di fine marzo pesa come un vincolo temporale stringente: il tribunale dovrà esaminare eventuali proposte di ripresa o altre soluzioni, e in assenza di offerte credibili potrebbe avviarsi la liquidazione.
Le opzioni sul tavolo sono tre. La prima è un piano di continuità con ristrutturazione interna: chiusura o ridimensionamento di alcuni siti, riduzione del personale, rifocalizzazione sulle attività con margini positivi. La seconda è la cessione totale o parziale della filiale, o di singoli asset, a un operatore del settore interessato ad acquisire la rete e la clientela residua. La terza, la più temuta dai lavoratori, è la liquidazione giudiziale in assenza di offerte credibili.
Le implicazioni della crisi Ziegler France vanno oltre la dimensione aziendale. Sul piano occupazionale, 1.400 posti di lavoro sono in bilico in territori dove il gruppo rappresenta in molti casi un datore di lavoro di rilievo. Sul piano della filiera logistica, il blocco o il rallentamento dei servizi ha già costretto numerose aziende clienti a ridisegnare la propria organizzazione, con rischi di ritardi, costi aggiuntivi e interruzioni di catena soprattutto nei settori che dipendono dalla messaggeria e dal raggruppamento di spedizioni. Sul piano concorrenziale, un'eventuale liquidazione o cessione parcellizzata della rete francese potrebbe accelerare la concentrazione già in corso nel trasporto su gomma europeo, ridisegnando gli equilibri tra i principali operatori attivi sul mercato francese.
La vicenda Ziegler France s’inserisce in un contesto più ampio di difficoltà strutturali che investono il settore del trasporto merci su strada in Europa, alle prese con la pressione sui prezzi, l'aumento dei costi operativi, le transizioni normative legate alla decarbonizzazione e la volatilità della domanda. Per un'azienda con oltre un secolo di storia, il redressement rappresenta un banco di prova decisivo: la capacità di costruire un piano credibile nelle prossime settimane determinerà se Ziegler France potrà sopravvivere come entità autonoma o se la sua rete verrà assorbita da altri attori del mercato.
Pietro Rossoni








































































