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Assolto camionista italiano in Svizzera


La sindrome da apnea notturna e non la distrazione è la causa del grave incidente che il 26 luglio 2016 causò la morte di un'intera famiglia tedesca, genitori e due figlie, investita da un autoarticolato della Koinè sull'autostrada svizzera A2, all'altezza di Quinto. Lo stesso conducente del camion è rimasto ferito, tanto che oggi deve muoversi su una sedia a rotelle, con cui si è presentato come imputato al processo intentato contro di lui dalla procura di Lugano per omicidio colposo plurimo e grave infrazione alle norme della circolazione. L'autista ha dichiarato di non ricordare nulla di quell'incidente, che fece molto scalpore sulla stampa svizzera per la gravità. In aula si sono scontrate le tesi dell'accusa, che ha chiesto una condanna a venti mesi perché ritiene che il tamponamento sia stato causato da distrazione, e della difesa, che ha portato certificati medici che dimostrano che l'autista soffre di sindrome di apnea notturna, chiedendo l'assoluzione.
In dibattimento, la difesa non solo ha dimostrato la malattia dell'imputato, ma anche il fatto che egli ignorava di averla, pur essendosi sottoposto alla consueta visita medica di controllo annuale. Le indagini della Polizia hanno anche dimostrato che l'autista non aveva bevuto alcolici, non stava usando il telefono e viaggiava entro i limiti di velocità. L'accusa ha sostenuto la tesi della distrazione affermando che l'incidente è avvenuto dopo una curva mentre il camion procedeva al centro della corsia, quindi non aveva sbandato, ma la difesa ha ribadito che in questo tipo di colpo di sonno non c'è rilassamento muscolare. Come racconta il giornale svizzero Ticino News, l'11 marzo 2019, il giudice Mauro Ermani ha accolto la tesi della difesa, assolvendo l'autista da tutte le accuse.
Nello stesso periodo della conclusione di questo processo, l'associazione dell'autotrasporto Astag Ticino ha diffuso un comunicato contro i camion stranieri, definiti "una spada di Damocle sospesa sulla testa di tutti i cittadini e le famiglie del Canton Ticino". Nella nota, l'associazione chiede nuove regole per limitare il transito dei veicoli industriali esteri. Questa coincidenza temporale mostra un paradosso: mentre infatti l'autista italiano è stato completamente prosciolto dalle accuse sull'incidente, il Foglio Ufficiale del Ticino pubblica online che il presidente dell'associazione, Adriano Sala (candidato alle elezioni di aprile al Gran Consiglio), ha subito nel febbraio 2017 una pesante sanzione amministrativa per "infrazione grave alle norme di circolazione".

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