Il pick-up IsuzuD-Max nella versione MY26 è arrivato in Italia. La terza generazione del modello ruota intorno al nuovo motore da 2,2 litri, nominato RZ4F e sviluppato su un foglio bianco dagli ingegneri giapponesi. Lo ha presentato e portato in prova sulla rete di strade bianche e carrarecce alle pendici del monte Baldo, in provincia di Verona, Midieurope, l'importatore che gestisce i veicoli Isuzu in Italia e in buona parte d'Europa da oltre trent'anni.
Il motore diesel RZ4F è una piattaforma completamente nuova: il blocco è stato irrigidito, la testata interamente riprogettata, i pistoni adottano un rivestimento a basso attrito in grafite. Nuovi anche l'albero motore e le bielle, mentre il turbocompressore a geometria variabile è stato aggiornato e l’architettura del sistema di scarico migliorata. L'iniezione opera a una pressione di 250 MPa con un sistema ad alta precisione, abbinato a una camera di combustione ridisegnata per migliorare l'efficienza termica. La cilindrata di 2,2 litri è stata scelta dopo l'analisi dei dati di guida globali e delle condizioni di utilizzo reale: come spiega Stefano Zermiani, ingegnere di Midieurope, l'obiettivo non era aumentare la potenza di picco, bensì migliorare la risposta nell’intervallo di utilizzo più frequente per un pick-up da lavoro, compreso tra 1.500 e 2.500 giri al minuto.
Questo motore ha una coppia massima dichiarata di 400 Nm, con 255 Nm già disponibili a 1.000 giri al minuto. Isuzu indica un aumento fino al 56% nelle ripartenze rispetto a quello precedente da 1,9 litri. I benefici si traducono nelle fasi operative tipiche del veicolo: carico, traino, fuoristrada e utilizzo urbano. Rispetto alla precedente versione, il nuovo motore mantiene alcune soluzioni orientate alla riduzione dei costi di gestione: distribuzione a catena senza manutenzione programmata, recupero automatico del gioco valvole, tendicinghia dei servizi automatico e iniettori con rivestimento Dlc (Diamond Like Carbon).
La catena cinematica prosegue col cambio automatico Aisin a otto rapporti è stato abbinato a un nuovo rapporto al posteriore per mantenere fluida l'erogazione a qualsiasi velocità. Le due marce in overdrive riducono il regime motore in marcia autostrada, con effetti positivi sull'efficienza. Per chi privilegia il controllo diretto, è disponibile il cambio manuale a sei velocità, aggiornato nei rapporti e nella manovrabilità.
Il posizionamento del D-Max è esplicito: "È un pick-up da lavoro, pensato solo per questo scopo", afferma Giacomo Giombetti, responsabile marketing di Midieurope. Isuzu occupa la posizione di primo costruttore a livello globale nella categoria dei camion medi leggeri e fornisce motori industriali ai principali produttori di macchine di movimento terra giapponesi e asiatici, tra cui Kobelco e Takeuchi. È proprio questo utilizzo in applicazioni ad altissimo stress - macchine che operano in continuo al massimo dei giri, in ambienti polverosi - a costituire il banco di prova dei motori Isuzu, come sottolinea Zermiani. Le soluzioni validate in quel contesto vengono poi trasferite agli autocarri e ai pick-up.
La terza generazione cambia anche l'estetica. Dal 2024 Isuzu ha introdotto il cosiddetto Origami Mural Design, che si riflette negli elementi strutturali del veicolo: la griglia frontale è stata ridisegnata con tre feritoie che richiamano le tre generazioni del modello, sono state modificate le modanature, i fendinebbia, il disegno delle pedane su alcune versioni e la combinazione cromatica dei fari posteriori.
IlD-Max MY26 è disponibile in quattro versioni. Accanto alla gamma tradizionale, Isuzu ha sviluppato ilD-Max EV, un veicolo elettrico a batteria con due motori, uno per asse, che garantisce la trazione integrale permanente. La potenza è di circa 140 kW, l'autonomia dichiarata è di 361 km nel ciclo Wltp, la capacità di traino raggiunge 3.500 kg e la portata si attesta intorno a 1.000 kg, con una capacità di guado di 600 mm. IlD-Max EV è destinato ai mercati con forte domanda in contesti a mobilità controllata o a basse emissioni; l'Italia non rientra, per il momento, tra questi.
Massimiliano Barberis


























































