La riapertura della linea ferroviaria francese Caen-Cherbourg non è attesa prima di circa quattro settimane. Secondo le ultime comunicazioni di Sncf Réseau, i danni provocati dallo svio dell’11 gennaio 2026 richiedono interventi strutturali complessi e tempi tecnici non comprimibili. Le operazioni in corso riguardano prima di tutto il recupero del convoglio sviato e, successivamente, il ripristino completo dell’infrastruttura ferroviaria, con l’obiettivo di riaprire la circolazione in condizioni di piena sicurezza.
Nel punto dello svio, nei pressi di Carentan-les-Marais, risultano danneggiati circa 500 metri di binari, mentre la linea elettrica aerea presenta lesioni estese per diverse centinaia di metri. Sono inoltre in corso verifiche approfondite sulle opere d’arte presenti nel tratto interessato, come ponti e manufatti di sostegno, per escludere criticità strutturali. Solo dopo il completamento delle perizie sarà possibile avviare la fase finale dei lavori di ricostruzione della massicciata, della posa dei nuovi binari e del ripristino della catenaria.
La prima fase dei lavori è dedicata alla rimozione dei vagoni sviati. Per questa operazione Sncf Réseau ha mobilitato due gru ferroviarie Kirow, le due sole disponibili in Francia che possono sollevare carichi di questo tipo. Il convoglio, con un peso complessivo superiore a 1.500 tonnellate, deve essere progressivamente liberato dai rimorchi stradali trasportati, prima di poter essere riallineato o rimosso. Le gru, arrivate sul posto il 13 gennaio dalla base di Digione, rappresentano un passaggio indispensabile per consentire l’accesso al sedime ferroviario e avviare i lavori sull’infrastruttura.
Parallelamente alle attività operative, proseguono le indagini sulle cause dello svio. Il Bureau d’Enquêtes sur Les Accidents de Transport Terrestre, organismo tecnico indipendente, ha aperto un’inchiesta formale con l’obiettivo di ricostruire le circostanze dell’incidente e individuare eventuali fattori tecnici o ambientali determinanti. Al momento non sono state diffuse conclusioni preliminari né ipotesi ufficiali. L’indagine si affianca a quella interna avviata da Sncf Réseau, che sta analizzando in particolare lo stato dei binari, della massicciata e della piattaforma ferroviaria nel punto dell’incidente.
Tra gli elementi sotto osservazione figura anche il contesto meteorologico dei giorni precedenti. Tra l’8 e il 9 gennaio la Normandia è stata interessata dalla tempesta Goretti, con raffiche fino a 152,6 chilometri orari registrate a Cherbourg. Le forti piogge e il vento hanno causato numerosi danni sulla rete ferroviaria regionale, portando alla sospensione temporanea della circolazione. Sebbene al momento dello svio le condizioni meteorologiche fossero tornate alla normalità, gli investigatori stanno valutando se eventi così intensi possano aver inciso indirettamente sulla stabilità del terreno o delle installazioni ferroviarie.
Lo svio è avvenuto domenica 11 gennaio 2026 intorno alle 15.00, poco dopo il passaggio del treno nella stazione di Carentan. Dei 17 carri che componevano il convoglio, 15 sono usciti dai binari, senza però ribaltarsi completamente. L’incidente non ha provocato feriti né dispersioni di materiali pericolosi, ma ha determinato l’interruzione totale della circolazione ferroviaria tra Cherbourg e Lison, isolando di fatto l’estremità settentrionale della penisola del Cotentin.
Il treno coinvolto apparteneva al servizio di autostrada ferroviaria tra Cherbourg e Bayonne, inaugurato nel luglio 2025. Si tratta di un collegamento intermodale progettato per trasportare rimorchi stradali su rotaia lungo un asse di circa mille chilometri. Il convoglio era composto da vagoni di tipo Lohr, appositamente progettati per il carico orizzontale dei semirimorchi, ed era trainato da una locomotiva di Captrain. Il servizio è operato per conto di Brittany Ferries, che ha investito oltre trenta milioni di euro nel progetto tra materiale rotabile e terminali intermodali. Il blocco della linea Caen-Cherbourg impedisce infatti l’esercizio di questa autostrada ferroviaria, con ricadute sulla logistica portuale di Cherbourg e sui flussi intermodali mare-rotaia.
A.I.


































































