È morto nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026 Danilo Oliva, figura centrale della storia recente del lavoro portuale genovese e punto di riferimento per il sindacalismo dei trasporti. Aveva 88 anni. La notizia è stata diffusa da Cgil Genova, Filt Cgil e Spi Cgil, che hanno espresso cordoglio anche ai soci del Circolo Autorità Portuale, realtà associativa da lui ideata, sostenuta e guidata per molti anni.
Nato a Genova il 2 luglio 1937 in una famiglia di portuali, Oliva ha legato l’intera vita lavorativa al porto. I nonni erano uno gruista e l’altro “carbunin”, mentre il padre lavorava come gruista sugli elevatori per lo scarico delle rinfuse. Entrato giovanissimo nel Consorzio Autonomo del Porto come dipendente consortile, ha attraversato tutte le principali fasi di trasformazione dell’organizzazione portuale genovese, diventando uno dei protagonisti del passaggio dal Consorzio Autonomo all’Autorità Portuale e, successivamente, alla Autorità di Sistema Portuale.
Parallelamente all’attività lavorativa, Oliva si è impegnato fin da subito nel sindacato dei portuali. Il primo maggio del 1973 è stato distaccato a tempo pieno nella Filp, Federazione dei Lavoratori Portuali, della quale è stato l’ultimo segretario generale prima dello scioglimento e del conflitto nell’attuale Filt Cgil. Il suo ruolo è stato riconosciuto non solo all’interno dell’organizzazione sindacale, ma anche da aziende, istituzioni e mondo politico come riferimento autorevole sulle questioni portuali.
Un capitolo centrale del suo impegno è stato quello legato al Circolo Autorità Portuale e Società del Porto, conosciuto come Circolo Cap. Per circa vent’anni Oliva ne è stato presidente e animatore, sostenendo un’idea di porto come comunità unitaria. Il Circolo nacque con l’obiettivo di mettere insieme i dipendenti delle società di sistema e, successivamente, dei terminal, mantenendo il porto non solo come luogo di lavoro ma anche come spazio di socialità, cultura e solidarietà. Un progetto coerente con la sua visione di unità dei lavoratori portuali, al di là delle articolazioni societarie introdotte dalle riforme.
Nel ricordo diffuso dalle organizzazioni sindacali, Oliva viene descritto come “compagno di lotte sindacali” e come una delle figure che hanno segnato la storia del lavoro portuale cittadino. Le battaglie condotte sia come sindacalista sia come presidente del Circolo vengono considerate parte integrante della memoria civile di Genova. La sua attività è stata caratterizzata da una costante attenzione alla difesa dei diritti e dei principi costituzionali, che ha accompagnato tutte le fasi del suo impegno pubblico.
Anche il Comune di Genova, associazioni e forze politiche liguri hanno ricordato Oliva come “uomo di porto nel senso più pieno”, sottolineandone il ruolo di custode della memoria operaia e di interprete delle trasformazioni del sistema portuale in una fase di profondo cambiamento per la logistica e il trasporto marittimo. Con la sua scomparsa, il porto di Genova perde una voce critica e riconosciuta, capace di coniugare esperienza diretta del lavoro, rappresentanza sindacale e attenzione alla dimensione sociale del sistema logistico-portuale.


































































