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Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Le rotte europee spingono i noli container

    Le rotte europee spingono i noli container

    Il World Container Index di Drewry sale del 3% a 4.485 dollari per container da 40 piedi, trainato dall'Asia-Europa, dove i noli spot medi tornano a crescere dopo tredici settimane di calo. Sul transpacifico Los Angeles guadagna il 3%, New York cede l'1%.

Autotrasporto

  • L’autotrasporto protesta in sei regioni

    L’autotrasporto protesta in sei regioni

    Il 16 ottobre 2026 si contano presidi e fermi degli autotrasportatori dalla Sicilia al Molise contro il caro gasolio. Rallentamenti nei porti di Gioia Tauro e Palermo e in alcuni tratti autostradali. Il ministero dei Trasporti potrebbe anticipare al 20 ottobre il tavolo con le associazioni e sbloccare 590 milioni …

    Lo spedizioniere può ritenere il carico per mancato pagamento

    Il 3 settembre 2021 il Tribunale di Milano si è espresso su una controversia sul diritto da parte di uno spedizioniere-vettore ad attuare la ritenzione del carico nel caso di mancato pagamento del trasporto da parte del committente, affermando che tale diritto è legittimo. La questione riguardava il trasporto marittimo di due container scaricato in un porto italiano. Quando lo spedizioniere ha inviato al mandante una serie di fatture relative ai trasporti pregressi, rimaste tutte insolute. Riportiamo la spiegazione del caso fatta dallo Studio Legale Righetti.

    Il mandante non solo non procedeva al saldo del dovuto, ma comunicava di essere in serie difficoltà economico-finanziarie e di non essere in grado di saldare a breve quanto dovuto. Alla luce della dichiarata incapacità del suo mandante a pagargli il dovuto, lo spedizioniere emetteva immediatamente la propria fattura avente ad oggetto la spedizione dei due container appena sbarcati in Italia, modificando la scadenza di pagamento da “60 giorni f.m.” (come da precedenti accordi) a “pagamento a vista”.

    Al riguardo rammentiamo che l’articolo 1186 del Codice Civile, il cui principio va comunque applicato con prudenza, consente in astratto al creditore di modificare unilateralmente le condizioni di pagamento concordate e quindi di esigere immediatamente il pagamento dovuto, qualora lo stesso debitore sia divenuto insolvente o abbia diminuito, per fatto proprio, le garanzie che aveva date o non abbia dato le garanzie che aveva promesse.

    Preso atto del mancato pagamento anche dell’ultima fattura appena emessa con “pagamento a vista”, lo spedizioniere esercitava quindi il diritto di ritenzione sulla merce contenuta nei container appena sbarcati, fintanto che almeno l’ultima fattura emessa non gli fosse stata saldata. Il mandante, tuttavia, non soltanto non pagava la fattura ma, anzi, citava in giudizio lo spedizioniere chiedendo il risarcimento dei costi di demurrage/detention e port storage nel frattempo maturati in porto a seguito della mancata riconsegna. Con la sentenza del 3 settembre 2021 il giudice milanese ha però respinto la tesi del mandante e lo ha condannato al pagamento delle fatture rimaste insolute.

    Il Tribunale, infatti, ha ritenuto che lo spedizioniere, alla luce della protratta e riconosciuta crisi di liquidità finanziaria del proprio mandante, avesse diritto di modificare unilateralmente i termini di pagamento precedentemente pattuiti, e quindi di emettere la sua fattura per il servizio in corso con “pagamento a vista”. Trattandosi, a quel punto, di suo credito immediatamente esigibile il Tribunale ha concluso che lo spedizioniere avesse perciò avuto il pieno diritto di ritenere la merce sino al saldo della propria fattura.

    Si coglie l’occasione per rammentare che con la nuova formulazione dell’articolo 2761 del Codice Civile, come introdotta dalla legge 29 dicembre 2021 n. 233 di conversione del D.L. 152/2021 di attuazione del Pnrr, gli spedizionieri e i vettori possono ora esercitare il diritto di ritenzione sulle cose trasportate o spedite, finché queste rimangono presso di loro, anche su beni oggetto di un trasporto o di una spedizione diversi da quelli per cui è sorto il credito purché detti trasporti o spedizioni costituiscano esecuzione di un unico contratto per prestazioni periodiche o continuative.

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