Uiltrasporti chiede al Governo di avviare un percorso legislativo per il riconoscimento della professione di camionista come lavoro usurante, dopo che domenica 19 luglio 2026 un autoarticolato guidato da un uomo di 74 anni ha percorso contromano un tratto della E45 in Umbria. Il segretario regionale del sindacato, Giovanni Ciaccio, collega l'episodio a una condizione che definisce diffusa nel settore dell'autotrasporto: quella di conducenti che, raggiunta l'età pensionabile, sono costretti a tornare al lavoro perché la pensione percepita risulta insufficiente.
L'episodio si è verificato la sera di domenica 19 luglio nel tratto della superstrada compreso tra Selci Lama e San Giustino, in provincia di Perugia. L'allarme è scattato dopo alcune segnalazioni di automobilisti al numero unico di emergenza 112; gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Città di Castello hanno raggiunto la zona e fermato il veicolo in una piazzola nei pressi dello svincolo di Città di Castello Nord, rallentando nel frattempo il traffico diretto verso nord. Al conducente, nato nel 1952, è stata contestata la violazione dell'articolo 143, commi 4 e 12, del Codice della Strada, con conseguente ritiro della patente di guida. Non si sono registrati feriti né incidenti.
Per Uiltrasporti l'età dell'autista al volante di un mezzo di quella portata non è un dettaglio isolato, ma il sintomo di uno squilibrio strutturale nelle retribuzioni del settore. Il sindacato segnala che i compensi degli autisti professionali sono spesso composti in larga parte da rimborsi e indennità di trasferta, voci che non concorrono alla formazione del reddito pensionistico: il risultato, denuncia l'organizzazione, sono trattamenti previdenziali troppo bassi per garantire un tenore di vita dignitoso a fine carriera. La Liguria, dove il sindacato segnala un cospicuo numero di addetti al settore, viene indicata come un contesto in cui la stessa dinamica potrebbe riproporsi.
Sempre sul piano previdenziale, la distinzione tra lavoro "usurante" e lavoro "gravoso" resta al centro della richiesta sindacale. Gli autisti di veicoli industriali rientrano oggi tra le categorie dei lavori gravosi, che danno accesso all'Ape sociale come indennità ponte, ma restano esclusi dalla quota 97,6 riservata ai lavori usuranti in senso proprio, alla quale possono invece accedere i conducenti del trasporto pubblico. Con la Legge di Bilancio 2026 l'età per la pensione di vecchiaia salirà comunque a 67 anni e un mese dal 2027, un innalzamento che il sindacato ritiene incompatibile con le condizioni fisiche richieste dalla guida prolungata di veicoli industriali in età avanzata.
Le richieste avanzate da Uiltrasporti comprendono, oltre al riconoscimento del lavoro usurante, una revisione delle norme per il conseguimento delle patenti professionali e un diverso utilizzo delle risorse pubbliche destinate al settore, da indirizzare secondo il sindacato verso i lavoratori dipendenti piuttosto che distribuirle in modo indifferenziato tra gli operatori. A ciò si affianca la richiesta di un ricambio generazionale, da sostenere con retribuzioni corrette, contributi pienamente valorizzati e condizioni di lavoro aggiornate. Allo stato attuale della normativa, un camionista può comunque accedere alla pensione anticipata tramite la quota 41, che non prevede requisiti minimi di età ma richiede un'anzianità contributiva maturata anche prima dei 19 anni, oppure tramite l'Ape sociale fino al raggiungimento dell'età di vecchiaia ordinaria.
P.R.

























































