Dall’8 aprile 2026 non risultano fonti pubbliche che documentino la sorte della gasiera russa Arctic Metagaz alla deriva al largo della Libia. L’assenza di aggiornamenti apre interrogativi sulla gestione internazionale del caso e sui rischi ancora aperti per il Mediterraneo.
Il relitto della metaniera russa Arctic Metagaz, colpita tra Sicilia e Malta all’inizio di marzo 2026, resta alla deriva da oltre un mese al largo della Libia con fino a 60mila0 tonnellate di Gnl e centinaia di tonnellate di carburanti. Un caso che coinvolge sanzioni, sicurezza marittima, rischio ambientale e assenza di un comando operativo condiviso.
La compagnia statale libica Noc avvia il traino della metaniera russa Arctic Metagaz incendiata nel Mediterraneo con il supporto di Eni tramite Mellitah. L’operazione vuole neutralizzare il rischio ambientale dopo settimane di deriva tra le acque di Italia, Malta e Libia.
La metaniera russa Arctic Metagaz, parte della cosiddetta flotta ombra, è stata colpita da esplosioni e da un incendio tra Malta e la Libia mentre trasportava oltre 60 mila tonnellate di Gnl. Il relitto, senza equipaggio, resta un potenziale rischio ambientale e per la navigazione nel Canale di Sicilia.





INTRALOGISTICA
INTRALOGISTICA
INTRALOGISTICA
INTRALOGISTICA
INTRALOGISTICA





TECNICA
TECNICA
TECNICA
TECNICA
TECNICA





LOGISTICA
LOGISTICA
LOGISTICA
LOGISTICA
LOGISTICA





ENERGIE
ENERGIE
ENERGIE
ENERGIE
ENERGIE















SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI
SERVIZI






