La Procura di Trapani ha avviato un’indagine di ampia portata sulla società di navigazione veloce Liberty Lines, che gestisce i collegamenti con le isole minori siciliane, disponendo un sequestro preventivo d’urgenza superiore a 100 milioni di euro sull’intero patrimonio aziendale e sulle quote societarie. Secondo la documentazione allegata al Decreto, un fascicolo di oltre 2600 pagine, le presunte irregolarità riguardano il funzionamento della flotta, il rapporto con l’autorità marittima e la gestione delle risorse pubbliche erogate dalla Regione Siciliana.
Le ipotesi di reato contestate includono frode nelle forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione, falsità ideologica e violazioni delle norme sulla navigazione. Le indagini coinvolgono 46 persone e due società, tra cui la principale compagnia indagata e una seconda società di navigazione. Gli inquirenti attribuiscono responsabilità, a seconda dei ruoli, a figure apicali della società: il presidente del Consiglio di amministrazione, il direttore generale, il direttore tecnico e l’amministratore delegato. Nel fascicolo compaiono inoltre tre ispettori del registro navale e due ufficiali della capitaneria di porto di Trapani, un comandante e un luogotenente.
Il nucleo dell’inchiesta riguarda la mancata segnalazione di 55 avarie registrate tra il 2021 e giugno 2022 su 23 unità veloci, tra aliscafi, monocarene e catamarani. Secondo quanto ricostruito nelle intercettazioni citate dagli inquirenti, i guasti avrebbero interessato apparati elettrici, impianti di sala macchine, sistemi di stabilizzazione e compartimentazione degli scafi. In alcuni casi sarebbero state riscontrate concentrazioni di legionella venti volte superiori ai limiti consentiti. La Procura sostiene che la mancata comunicazione avesse lo scopo di evitare la revoca della concessione per il servizio pubblico e a continuare a beneficiare delle sovvenzioni regionali previste per la continuità territoriale.
Un ulteriore filone riguarda il presunto scambio di utilità tra la società di navigazione e alcuni appartenenti alla Capitaneria di porto di Trapani. Gli investigatori contestano a un luogotenente l’assunzione della coniuge presso una società collegata all’armatore, oltre alla promessa di ulteriori impieghi in futuro e all’impiego di una persona a lui vicina. In cambio, l’ufficiale avrebbe fornito informazioni riservate relative ai controlli e alle comunicazioni destinate alla Procura. A un comandante viene invece attribuita l’accettazione di titoli di viaggio gratuiti per le isole Egadi. Anche un ingegnere del registro navale risulta indagato per aver beneficiato di viaggi omaggio e per aver suggerito soluzioni tecniche utili a evitare la dichiarazione formale di un’avaria.
La contestazione economica principale riguarda circa 14,98 milioni di euro (Regione Siciliana) di contributi pubblici ricevuti tra il 2021 e il 2022. Secondo l’accusa, la compagnia avrebbe mantenuto fermi alcune navi senza darne comunicazione alla Regione, continuando tuttavia a incassare i finanziamenti previsti dal contratto di servizio. La Procura sostiene che il quadro reale della flotta, alla luce delle avarie rilevate, avrebbe comportato una riduzione delle somme erogabili.
Nove persone sono state raggiunte da richiesta di misure cautelari, tra cui il presidente del Consiglio di amministrazione, una dirigente operativa, un responsabile di area tecnica, il direttore generale e il direttore tecnico, insieme ai due ufficiali della Capitaneria. Gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari saranno svolti il 24 e 25 novembre 2025. L’indagine, iniziata nel 2019, è arrivata al giudice nel dicembre 2024 ed è stata approfondita per quasi un anno prima della firma dell’invito a comparire.
La difesa della società, rappresentata da un collegio di avvocati, ha annunciato ricorso contro il sequestro, definito privo dei requisiti di urgenza e contrario ai presupposti di Legge. La compagnia ha dichiarato di confidare in un esito positivo delle verifiche giudiziarie. Per garantire la continuità del servizio pubblico, la Procura ha nominato tre amministratori giudiziari, due commercialisti e un avvocato, con il compito di assicurare la regolarità delle rotte e il rispetto della normativa sulla sicurezza. Le corse da e per le isole minori proseguono senza modifiche.



















































