Nurminen Logistics a febbraio 2026 un treno intermodale diretto tra l’Interporto di Parma e il terminal svedese di Frövi, nell’area di Örebro. Il servizio è operato in collaborazione con Lanzi Trasporti per il mercato italiano e prevede un tempo di transito di circa tre giorni, con frequenza settimanale. Il progetto collega in modo strutturato il Nord Italia manifatturiero con la Svezia centrale, inserendosi nel corridoio Scandinavia–Europa meridionale. La fase iniziale riguarderà il solo trasporto di container, con una successiva estensione ai semirimorchi non accompagnati.
Il servizio si basa su una struttura operativa presidiata direttamente dal gruppo finlandese. Nurminen Logistics ha infatti aperto un proprio ufficio all’Interporto di Parma, con l’obiettivo di gestire il corridoio Svezia–Italia e offrire soluzioni porta-porta, la terminalizzazione su strada nei due Paesi e l’utilizzo del terminal di proprietà in Svezia. La società spiega che l’espansione verso l’Italia è parte di una strategia di rafforzamento della rete ferroviaria europea, con particolare attenzione all’Europa centrale e meridionale.
Lanzi Trasporti s’inserisce nella parte italiana per la raccolta e distribuzione della merce. La società mette in evidenza il percorso di trasformazione da vettore stradale tradizionale a operatore intermodale, con un’offerta integrata di trasporto e logistica. Il nuovo treno nord–sud è presentato come un ampliamento qualitativo del portafoglio servizi e come un tassello coerente con l’investimento nell’intermodalità internazionale.
Il tempo di transito di circa tre giorni tra Parma e Frövi Örebro si colloca in una fascia competitiva per le relazioni Nord Italia–Svezia, soprattutto per merci non urgenti ma a medio valore aggiunto. La frequenza settimanale rappresenta una fase di avvio, potenzialmente ampliabile in funzione dei volumi. L’estensione ai semirimorchi non accompagnati, se confermata e strutturata, permetterebbe d’intercettare una quota più ampia di traffico oggi interamente su strada, offrendo agli autotrasportatori italiani la possibilità di imbarcare unità complete verso la Svezia.
La direttrice verso la Svezia e la Scandinavia, pur meno presidiata rispetto agli assi Germania–Benelux, presenta margini di sviluppo per l’export manifatturiero e per l’import di componentistica e materie prime. La presenza di un operatore ferroviario con terminal proprio in Svezia e struttura locale in Italia può contribuire a stabilizzare i flussi e a rendere più prevedibili tempi e costi lungo l’intera catena logistica.








































































