Il settore ferroviario italiano attraversa una fase di trasformazione che coinvolge infrastrutture, modelli organizzativi e capitale umano. A trainare il cambiamento sono gli investimenti previsti dal Pnrr, pari a circa 24,8 miliardi di euro, insieme all’evoluzione normativa europea, alla digitalizzazione dei sistemi e alla crescente attenzione alla mobilità sostenibile. Secondo un’analisi di Gi Group diffusa il 23 marzo 2026, queste dinamiche stanno ridisegnando le competenze richieste e i profili professionali lungo l’intera filiera ferroviaria.
Nel medio periodo, tra i 12 e i 24 mesi, l’impatto sul lavoro appare rilevante. Il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha annunciato circa 20mila nuove assunzioni entro il 2029, con una domanda in aumento per figure legate alle tecnologie digitali, ai sistemi di segnalamento e alla gestione dei dati. Il cambiamento non riguarda solo l’ingresso di nuove professionalità, ma anche la trasformazione di quelle esistenti, chiamate a integrare competenze tecniche e digitali.
Tra i profili in crescita si distinguono figure ingegneristiche come Railway System Engineer, Signalling Engineer e Rams Engineer, affiancate da Software ed Embedded Engineer e da Project e Program Manager con specializzazione ferroviaria. Restano centrali anche i troubleshooter ferroviari e i tecnici polifunzionali, tra cui conduttori, manovratori e preparatori del treno, che assicurano la continuità operativa. Parallelamente emergono nuovi ruoli legati alla digitalizzazione, come Digital Railway Specialist, Data Analyst per la manutenzione predittiva e Cyber Security Specialist.
L’evoluzione delle professionalità si accompagna a un cambiamento delle competenze richieste. Sul piano tecnico, assumono rilievo la conoscenza dei sistemi di segnalamento e controllo, delle normative ferroviarie e degli standard europei, oltre alle capacità d’integrazione di sistemi complessi e all’utilizzo di tecnologie digitali e di automazione. A queste si affiancano competenze trasversali come visione sistemica, capacità di risolvere problemi e orientamento alla sicurezza, elemento sempre più centrale nel contesto ferroviario europeo.
Un ruolo determinante è svolto dall’introduzione e dalla diffusione dell’European Rail Traffic Management System, standard per la gestione e il controllo del traffico ferroviario adottato o in fase di implementazione in oltre 50 Paesi. Questo sistema accelera l’armonizzazione tecnologica e richiede competenze avanzate per garantire interoperabilità e sicurezza lungo le reti.
Le aziende stanno progressivamente superando modelli di manutenzione reattiva per adottare approcci predittivi basati sull’analisi dei dati e sul controllo continuo di infrastrutture e rotabili. In questo contesto, software, sensoristica e analisi dei dati assumono un ruolo crescente lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi ferroviari, dalla progettazione alla gestione fino alla manutenzione. Ne deriva una maggiore integrazione tra ingegneria, operazioni e tecnologie digitali.
Accanto alla trasformazione tecnologica emerge la questione del ricambio generazionale. In Europa una quota rilevante della forza lavoro ferroviaria è composta da professionisti senior, rendendo prioritario il trasferimento delle competenze e l’ingresso di nuove risorse qualificate. Secondo quanto evidenziato da Gi Group, diventa quindi essenziale rafforzare il collegamento tra imprese e sistema formativo per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.
Come sottolinea Enrico Cornetta, Division Manager Aerospace, Defence, Railways e Naval di Gi Group, la sfida principale consiste nel sostenere l’innovazione tecnologica a fronte di una crescente domanda di professionalità tecniche e specialistiche. In questo quadro, iniziative come quelle del Gi Group Training Hub, sviluppate in collaborazione con aziende ed enti formativi, vogliono formare profili qualificati attraverso Academy, percorsi Its e Ifts e programmi di riqualificazione. Secondo l’analisi, tali percorsi favoriscono un inserimento lavorativo più rapido, riducono il disallineamento di competenze e migliorano la permanenza in azienda, con casi di inserimento che raggiungono il 100%.
Antonio Illariuzzi







































































