Il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) ha revocato il fermo dei servizi dopo il confronto del pomeriggio di martedì 20 ottobre 2026 con il ministro dei Trasporti, perché l'incontro ha accolto quasi tutte le richieste della sua piattaforma. Il Comitato motiva la scelta con la necessità di sbloccare la situazione logistica dell'isola e di dare un segnale di apertura al Governo. Le imprese aderenti restano comunque in stato di agitazione fino alla soluzione degli ultimi nodi.
L'intesa riportata dal Cts parte dai pagamenti arretrati del Sea Modal Shift, ossia il contributo al trasporto combinato strada-mare. Il ministero si sarebbe impegnato a erogare subito circa 104 milioni di euro per le annualità 2023/2024 e 2025/2026, più altri 50 milioni per la terza annualità, il 2026/2027. Sul gasolio il Comitato indica lo sblocco immediato di 430 milioni di euro di credito d'imposta per le domande già presentate. Le somme dovrebbero essere subito spendibili nel cassetto fiscale delle imprese. Il quarto punto riguarda la rappresentanza: il Cts entrerebbe stabilmente in tutti i tavoli istituzionali su mobilità e trasporti, compresa la nuova Consulta.
Due richieste non sono state per accolte immediatamente: la proroga di quattro mesi del credito d'imposta sul gasolio e i contributi per contenere il costo dei biglietti del traghetto sullo Stretto di Messina. "Il ministro ha comunque garantito che, con l'avvio del Tavolo permanente del Meridione d'Italia, verranno individuate le coperture necessarie per estendere di ulteriori quattro mesi il credito d'imposta sul gasolio e per introdurre contributi volti a calmierare i costi dei biglietti del traghetto per l'attraversamento dello Stretto di Messina", afferma il Comitato. "Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio, ma la revoca del fermo non è una cambiale in bianco. Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto delle tempistiche e l'istituzione del tavolo per il Sud", ha avvertito il coordinatore del Cts, Salvatore Bella.
In Campania la mobilitazione è proseguita per tutta la giornata. Ci sono presidi ai caselli di Nola sull'A30 e di Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello sull'A1. Altre manifestazioni si sono svolte nell'area degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise e sull'asse mediano Acerra-Afragola. Sky Tg24 aggiunge proteste ad Avellino Est, a Mercato San Severino e su diversi svincoli dell'A2 nel Salernitano. A Valle di Maddaloni, nel Casertano, un camionista che partecipava a un presidio è stato investito nel pomeriggio, secondo la testata locale CasertaCE, che ha dato la notizia alle 16.24 riferendoe che il ferito è stato trasferito dal 118 in codice rosso all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta. Le circostanze del fatto sono ancora da chiarire e al momento non è possibile stabilire se si sia trattato di una fatalità, di una disattenzione o di una condotta imprudente dell'automobilista. Nella stessa provincia, il 20 aprile 2026, il camionista Luigi Nappo, 55 anni, era morto investito sull'A1 vicino all'area di servizio di San Nicola La Strada, durante una precedente protesta del settore.
P.R.





































































